Ricordi, musica e volti che restano: la Banda Musicale di Gualdo Tadino chiama a raccolta per il Banda Day

  • di Massimiliano Garofoli – Presidente della Banda Musicale “Città di Gualdo Tadino”

L’anima di un paese in festa”: la definizione non è mia, ma del Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo, che da decenni la usa per presentare la propria rassegna annuale. Pur provenendo dalle Alpi, questo titolo tuttavia descrive perfettamente l’attività e lo spirito di tutte le bande musicali di paese, compresa la nostra.

Proprio con questo spirito, tempo fa, ad alcuni autorevoli e vulcanici membri del nostro Consiglio Direttivo venne l’idea, allora gelosamente custodita in maniera quasi “carbonara”, di organizzare una giornata convivial-musicale allo scopo di riunire ancora una volta tutte le persone che negli anni hanno fatto parte della banda, chi più chi meno, chi per molti anni o chi per poche stagioni giovanili.

L’idea parve subito buona (lo dico subito, l’abbiamo fatto: Banda Day, domenica 21 giugno, Piazza Martiri ma non solo), un’occasione per rivedere tanti amici e ricordare quelli che ci hanno preceduto e non ci sono più. E qui, confesso, volo sulle ali della commozione, tanti sono i ricordi che personalmente mi legano a questa famiglia (si, famiglia è la parola giusta)  di cui  ho il piacere di far parte, ahimè, da mezzo secolo.

Proverò a descriverne alcuni, ricordando personaggi che ho incontrato in tutto questo tempo e che ancora oggi mi tengono compagnia quando, suonando ormai meccanicamente le parti delle processioni e dei cortei, il pensiero vaga a ritroso. Non me ne vorranno quelli che, per motivi di spazio, non troveranno posto in questa rassegna.

Il primo, ovviamente, è il ”Boss”, al secolo Sesto Temperelli: artefice, signore e padrone della Banda che ora solca le strade della nostra amata Gualdo. Per noi, avanti con gli “anta”, o per me almeno, era un secondo padre, oppure uno zio, ma molto stretto. Inflessibile nel portare a termine i servizi, quasi quanto amorevole verso tutti i suoi allievi, pronto a condividere le gioie ed i crucci delle nostre giovani vite. Della sua mitica abilità nella direzione, nell’organizzazione e nel mantenimento del potere (inteso in senso assolutamente buono, da “tiranno illuminato” alla Pericle) all’unico scopo di mantenere in vita la Banda, non racconto, essendo fatto noto ed indiscutibile. Citerò invece Checchina, al secolo Francesca Mezzopera, sua onnipresente moglie e instancabile collaboratrice, parte integrante della famiglia di cui sopra.

Di seguito ricordo Gualtiero Lacchi, alias “Borcione”, inflessibile suonatore di clarinetto e impareggiabile creatore di stornelli e rime che allietavano le nostre trasferte in pullman o le cene in occasione della Festa di Santa Cecilia. Una tra tutte (censurata): “Abbiamo mangiato e bevuto tutti quanti, se la piasse in ..lo il Maestro con tutti i musicanti”. Lo ricordo anche come compositore di una Marcia Funebre, di cui mi sfugge il titolo, che periodicamente rinfacciava al Boss il fatto di non avergliela mai voluta eseguire.

E poi Clivio GoracciMonturbino”, infaticabile suonatore di grancassa del quale è fissa nella mia memoria la sua immagine, alle prove, con gli occhiali da vista sulla punta del naso, il mazzolo nella mano destra e la parte nella sinistra, sopra alla cassa, concentratissimo, e di quando, ad un “rimprovero” del Boss per un colpo fuori tempo rispose, sempre bonariamente come era sua natura, “Va be’, mica t’hae da ‘ncazzà…” scatenando un boato di approvazione nei presenti.

Banda Musicale Gualdo Tadino anno 1981

Accanto a Clivio, nella stessa immagine compare Riccardo BarberiniRicardino”, ai piatti, personaggio di rilievo assoluto della compagine, battuta pronta come la ganassa, “cìao ni’” in Piazza, grande intrattenitore sempre presente con sorriso perenne, che aveva un certo timore di stare solo ad aspettare davanti a Villa Luzi (eh si, per un periodo la nostra sede è stata anche quella) perché immaginava che “el Sor Poerio”, ormai passato a miglior vita, gli si parasse dinnanzi dicendo “que stae a fa’ davanti a casa mia” (altra fenomenale battuta di Ricardino).

E poi ancora Luciano Marinelliil Biondo”, che come Clint Eastwood nel famoso triello durante le sfilate si girava verso le retrovie facendo cenno con la mano (non so come descriverlo, pollice e indice aperti e mano rotante in senso alternato) volendo significare che “non andava”, anche e soprattutto in riferimento (ironico, ovviamente) al Boss, suo coetaneo.

Giulio AnderliniGiulietto”, il quale al ritorno da una tournè in comune limitrofo, a notte fonda, fu rinchiuso da me e dai miei sodali Francesco e Roberto (a nostra discolpa volge che eravamo ragazzini, tuttavia dopo aver commesso il fatto ce ne andammo tranquillamente lasciandolo lì chiuso, dentro lo studiolo/ufficio/scuola di musica del Boss al piano seminterrato del Liceo ex G.I.L.). Giulietto riuscì a riconquistare la libertà a forza di sonore “bussate” alla porta, fortunatamente giunte all’orecchio del Boss, che ci parò clamorosamente il didietro a dispetto dell’evidenza (Giulietto voleva correrci dietro, di certo non per augurarci la buonanotte).

E poi Gianni SabbatiniGianni de Muginella”, trombettista, e suo fratello Gastone, sempre “de Muginella”, clarinettista, il primo dei quali una volta prestò la Fiat 128 1100cc al Boss, essendo la di lui medesima vettura in riparazione (cioè sempre la 128): fu subito chiaro che il mezzo di proprietà Muginelliana non garantiva le stesse prestazioni di quella del Maestro (ero presente nella vettura, il Boss sentenziò che la colpa era del proprietario, altro suo coetaneo, poiché “non l’ha sciolta, per forza, va sempre piano”).

E poi Michele Galloel Gallo”, Piero Moronila Pipetta”, Francesco LopicoCiccio”, austero suonatore di basso tuba e di grancassa, che ri-trascriveva le parti in bella copia con la stilografica (producendo autentici capolavori del pentagramma) non apprezzando la calligrafia musicale del Boss. Potrei andare avanti per ore ma suppongo che questo sia già troppo.

Banda Musicale Gualdo Tadino anno 1970

Comunque, questa era la Banda, e vi assicuro che è così anche oggi, una famiglia con tanti giovani (noi nel frattempo siamo diventati i vecchi, sicuramente “personaggi” non all’altezza di quelli sopra citati), un Maestro appassionato (Angelo Arnesano) e ancora tanta voglia di essere “L’anima del paese in festa”.

Per questo vogliamo festeggiare e re-incontrarci con tutti quelli, e vi assicuro che sono tanti, che hanno condiviso con noi questi bellissimi anni. L’appuntamento è per domenica 21 giugno, Festa Europea della Musica, per suonare tutti insieme (non è necessario, basta la presenza).

Il programma lo trovate di seguito.

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