2 giugno 1946, quando Gualdo scelse la Repubblica. Maria Farabi e Ada Gubbini entrarono nella storia locale

Ottant’anni fa l’Italia sceglieva la Repubblica e avviava il percorso che avrebbe portato alla Costituzione. Una svolta storica che a Gualdo Tadino aveva già iniziato a lasciare il segno alcuni mesi prima, con il ritorno alla democrazia locale e l’ingresso delle donne nella vita pubblica.

Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a esprimersi su due consultazioni decisive: il referendum istituzionale, per scegliere tra Monarchia e Repubblica, e l’elezione dell’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova Carta costituzionale. Per la prima volta il voto coinvolse pienamente anche le donne, protagoniste di una conquista civile destinata a cambiare il Paese.

Il diritto di voto femminile era stato infatti riconosciuto dal governo Bonomi con il decreto legislativo luogotenenziale del 1° febbraio 1945, approvato anche su impulso delle principali forze politiche antifasciste, tra cui Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti. Quel provvedimento introdusse l’elettorato attivo, consentendo alle donne di votare. Solo successivamente, con il decreto del 10 marzo 1946, venne riconosciuto anche l’elettorato passivo, permettendo alle italiane di candidarsi ed essere elette.

A Gualdo Tadino questo cambiamento si manifestò già nelle elezioni comunali del 31 marzo 1946, le prime del dopoguerra. Fu un passaggio storico per la città, che elesse il primo consiglio comunale della nuova stagione democratica e vide l’ingresso delle prime donne nelle istituzioni.

A sedere nei banchi della massima assise cittadina furono infatti Maria Farabi e Ada Gubbini, prime donne gualdesi a ricoprire una carica pubblica elettiva. Un fatto destinato a segnare una cesura con il passato e ad aprire la strada alla partecipazione femminile nella vita amministrativa locale. Le due consigliere gualdesi furono tra le duemila elette in tutta Italia.

Due mesi dopo arrivò la grande scelta nazionale. A Gualdo Tadino il risultato del referendum istituzionale premiò nettamente la Repubblica. Secondo i dati riportati da Valerio Anderlini nel volume “Gualdo Tadino, il suo territorio e le sue genti” (Edizioni L’Eco del Serrasanta, 1998), i voti favorevoli alla Repubblica furono 5.549, mentre la Monarchia si fermò a 1.767.

Anche l’elezione dell’Assemblea Costituente restituì una fotografia precisa degli orientamenti politici del territorio gualdese nel dopoguerra. La Democrazia Cristiana raccolse 2.158 voti, seguita dal Partito Socialista Italiano con 2.109, dal Partito Comunista Italiano con 2.026 e dal Partito Repubblicano Italiano con 302.

A distanza di ottant’anni quei numeri raccontano la nascita di una cittadinanza nuova, nella quale le donne, per la prima volta, non furono soltanto elettrici, ma protagoniste della vita pubblica e politica della città.

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Redazione Gualdo News
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