La sanzione da 10.531,50 euro contestata dal Comune di Gualdo Tadino alla consigliera comunale Simona Vitali per i manifesti esposti sulle vetrine della propria sede elettorale, che nei mesi scorsi aveva coinvolto anche il consiglio comunale chiamato ad esprimersi sulla compatibilità o meno della consigliera, riaccende lo scontro politico.
Fratelli d’Italia mobilita i principali esponenti umbri a sostegno della capogruppo di Rifare Gualdo, mentre il Partito Democratico cittadino respinge l’accusa di uso politico delle istituzioni.
“Due manifesti nella sede elettorale, 10.531,50 euro di multa. Non si possono chiedere oltre diecimila euro solo per aver osato sfidare la sinistra e il Pd. Un caso, forse, unico in Italia”, afferma in apertura la segreteria regionale di Fratelli d’Italia.
Vitali aveva presentato ricorso contro i verbali, ma il giudizio di primo grado si è concluso con il rigetto. La causa pendente nei confronti del Comune aveva poi determinato l’esame della sua posizione in Consiglio comunale sotto il profilo dell’incompatibilità.
La consigliera ha quindi rinunciato all’appello per mantenere il proprio mandato e ha presentato un’istanza in autotutela, chiedendo una riduzione della somma secondo criteri di equità e proporzionalità. Anche questa richiesta è stata respinta.
Fratelli d’Italia sostiene che l’importo sia sproporzionato rispetto alla violazione e accusa direttamente il centrosinistra. “È proprio questo l’aspetto più inquietante della vicenda: è difficile non avere l’impressione che a Simona Vitali sia stato presentato un conto così pesante semplicemente per aver osato sfidare la sinistra e il Partito Democratico in una delle loro roccaforti”, si legge nel comunicato.
A intervenire sono il sottosegretario al ministero dell’Interno e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco, il senatore Franco Zaffini e l’europarlamentare Marco Squarta.
“Questa vicenda ha superato ogni limite di ragionevolezza – dichiara Prisco – Premesso che nessuno si sente al di sopra della legge, quando però il formalismo burocratico diventa eccessivo e sembra trasformarsi in uno strumento irragionevole e iniquo per colpire il principale esponente dell’opposizione al sindaco, qualche dubbio è inevitabile”.
Zaffini concentra invece l’attenzione sulla rinuncia all’appello: “Simona Vitali è stata costretta a scegliere tra il diritto di difendersi e il dovere morale di rappresentare i cittadini. Ha scelto di restare al proprio posto, dimostrando correttezza, affidabilità e rispetto verso gli elettori”.
Ancora più esplicito Squarta: “È difficile non vedere in tutto questo un’evidente scelta politica. Nessuno può essere chiamato a pagare oltre diecimila euro solo per aver osato sfidare la sinistra e il Partito Democratico”. L’europarlamentare aggiunge che non risultano in altre città umbre o italiane sanzioni di questa entità per situazioni analoghe e definisce “semplicemente assurdo” chiedere 10.531,50 euro per due manifesti elettorali.
LA RISPOSTA DEL PD – Il Partito Democratico di Gualdo Tadino replica respingendo con forza l’accusa di un trattamento politico. Nel comunicato diffuso in risposta a Fratelli d’Italia, il PD definisce “vergognosa” la tesi secondo cui Vitali sarebbe stata sanzionata per aver “osato sfidare la sinistra e il Partito Democratico”.
“Fdi non sta facendo opposizione politica. Sta dicendo ai cittadini che il Pd controlla gli uffici comunali, condiziona l’applicazione delle leggi e utilizza le istituzioni democratiche come strumenti di repressione politica. Sono affermazioni gravissime, prive di qualsiasi prova e incompatibili con il rispetto dovuto alle istituzioni“, sostiene la segreteria cittadina.
Il Partito Democratico si sofferma anche sul ruolo istituzionale di Fratelli d’Italia. Secondo la segreteria gualdese, “chi ha responsabilità di governo dovrebbe rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, mentre il partito di Giorgia Meloni farebbe “esattamente il contrario”, alimentando il sospetto sull’imparzialità degli uffici pubblici e descrivendo il Pd come una forza capace di condizionare il funzionamento delle istituzioni. Un passaggio definito “un salto di qualità gravissimo”.
Per i democratici, “questa non è dialettica politica”, ma “un attacco diretto alla credibilità della pubblica amministrazione, all’autonomia delle istituzioni e ai principi dello Stato di diritto”.
La segreteria cittadina respinge inoltre quella che definisce una narrazione di persecuzione politica. “Non accettiamo lezioni da chi, ogni volta che un provvedimento o una decisione non gli è favorevole, preferisce costruire il racconto della persecuzione politica invece di confrontarsi con la realtà”, si legge nella nota.
“Le istituzioni appartengono ai cittadini, non ai partiti”, conclude il comunicato, che definisce le accuse di Fratelli d’Italia “strumentali” e “irresponsabili”, costruite per alimentare una “propaganda vittimistica”.




















