Ci sono locali dove si prende un caffè, ce ne sono altri dove si è cresciuti. Diventano un’abitudine, un punto di riferimento, un luogo legato ai ricordi di intere generazioni.
A Gualdo Tadino il Johnny Bar appartiene alla seconda categoria. Per 38 anni ha accompagnato tantissime persone, diventando per molti un pezzo di vita.
Il 1° settembre cambierà proprietà. Il nome resterà, perché Johnny Bar è molto più di un’insegna. E’ un brand riconoscibile, associato a qualità, originalità e familiarità.
Paola Pascucci, la titolare, vuole dire una cosa sola prima di tutto il resto: “Grazie”.
GLI INIZI – La storia comincia nel 1988, quando Giovanni Animobono e la moglie Paola rilevano la storica “Osteria de Maria” in piazza dell’Erba, dove si vendevano vino, birra e gassosa. Il commercio di una volta.
Un’esperienza che Paola ricorda con particolare affetto: “Il periodo forse più bello, abbiamo imparato il mestiere servendo gli anziani di Gualdo.”
Due anni più tardi, nel gennaio 1990, in Corso Italia nasce ufficialmente il Johnny Bar.
E’ il periodo in cui le hit dance risuonano nelle discoteche della collina di Misano e il rapporto tra i giovani gualdesi e la Riviera romagnola è fortissimo. Riccione rappresenta uno stile, un modo di vivere il tempo libero, una modernità che molti ragazzi cercano di riportare a casa dopo i fine settimana trascorsi sulla costa.
Giovanni e Paola intercettano quella tendenza e la portano dentro il loro locale.
ADDIO AL VECCHIO BAR DI PAESE – Il Johnny Bar non ha dehors. Allora lavora sugli interni, e cancella d’un colpo l’estetica tradizionale del bar di paese. Niente luci fredde al neon, niente tavoli da carte in fòrmica né biliardi destinati a un pubblico solo maschile.
Al loro posto arrivano ambienti più caldi, curati e accoglienti. La formula funziona perché abbatte le barriere generazionali. Ragazzi, adulti e famiglie trovavano nello stesso spazio un ambiente in cui tutti si sentono a proprio agio.
Contemporaneamente arriva una delle intuizioni che segnano davvero l’identità del Johnny Bar: la cioccolateria, ispirata alle tendenze della Riviera. Il mito estivo non finisce più a settembre e i grigi pomeriggi d’autunno diventano un rito. Fuori piove, dentro c’è musica di sottofondo, la cioccolata calda e il locale è pieno.
Dalla colazione all’aperitivo, il Johnny Bar non si ferma mai.
GIOVANNI DIETRO AL BANCONE – A fare la differenza, però, non sono soltanto le idee. C’è Giovanni.
Dietro il bancone ha sempre una parola, una battuta, il modo giusto di accogliere chi entra. Conosce abitudini, volti e storie. Ed è anche questo a fare di un locale frequentato un luogo familiare.
Accanto a lui e a Paola, che si divide con il suo lavoro di responsabile amministrativa in un’altra azienda, si succedono negli anni numerosi collaboratori e collaboratrici. Tra loro Valeria, rimasta al Johnny Bar per vent’anni, diventando per tanti clienti una presenza quasi inseparabile dalla storia del locale.
Il Johnny Bar partecipa sempre alla vita cittadina: dai Giochi de le Porte agli eventi sportivi il sostegno non manca mai. Negli anni arrivarono anche le recensioni della stampa regionale.
IL TRASFERIMENTO – Nel gennaio 2004 arriva il trasferimento nell’attuale sede di via Cavour, nella zona commerciale vicina allo stadio.
Spazi più ampi, parcheggio, maggiore comodità. Ma la stessa identità.

Se all’inizio degli anni Novanta il Johnny Bar aveva portato a Gualdo Tadino atmosfere e tendenze della Riviera, nei primi anni Duemila arriva un’altra novità.
Il locale introduce il moderno concetto di Happy Hour, intercettando una tendenza partita da Milano e destinata a cambiare il modo di vivere l’aperitivo in tutta Italia.
Il locale continua a crescere ed è uno dei più frequentati della città. Cambia la sede ma non cambia il rapporto con i clienti.
Ed è forse proprio questo il filo che unisce tutta la storia del Johnny Bar: la capacità di rinnovarsi senza perdere il carattere costruito da Giovanni e Paola.

UNA DECISIONE DIFFICILE – Poi arriva lo scorso dicembre. La prematura scomparsa di Giovanni lascia un vuoto profondo, nella famiglia e in un locale che per quasi quattro decenni aveva portato la sua impronta.
Per Giovanni il Johnny Bar era il piacere di stare tra le persone, di preparare un caffè come si deve e di veder tornare, giorno dopo giorno, clienti appartenenti ormai a generazioni diverse.
La sua presenza dietro al bancone era diventata negli anni parte dell’identità stessa del locale.
È anche per questo che la decisione di passare la mano non nasce da una perdita di entusiasmo, ma dalla difficoltà di continuare a gestire l’attività senza la presenza di Giovanni, che del Johnny Bar era il volto più riconoscibile.
“Parlare della cessione del Johnny Bar dopo 38 anni è per me molto doloroso, perché questo locale ha fatto parte della mia vita, di quella di Johnny e, in qualche modo, anche della realtà gualdese – commenta Paola – Abbiamo visto crescere generazioni di ragazzi, fino ai ‘centenari’, come li chiamava lui, persone che in tutti questi anni ci hanno voluto un mondo di bene, hanno apprezzato il nostro lavoro e che ancora oggi, anche senza Johnny, continuano a dimostrarci il loro affetto.”
“Purtroppo quello che è accaduto mi ha portato a fare una scelta dettata dalle difficoltà e dalle problematiche legate alla gestione dell’attività senza di lui. Il Johnny Bar era e resterà sempre la figura di Johnny, con i suoi ‘scherzi’ e la sua professionalità.”
Prima di chiudere questo lungo capitolo, il pensiero di Paola va anche a chi ha accompagnato la storia del locale.
“Voglio ringraziare tutti i clienti affezionati che nel corso degli anni sono sempre cresciuti e, insieme a loro, tutte le collaboratrici e i collaboratori, e in particolare Valeria, che hanno contribuito a far crescere il Johnny Bar.”
Il senso di quei 38 anni è forse racchiuso soprattutto nelle generazioni che si sono succedute davanti allo stesso bancone.
“Abbiamo dei clienti che sono venuti qui la prima volta quando erano adolescenti e oggi sono uomini e donne che vengono con i loro figli, perché con Giovanni siamo riusciti a creare un ambiente familiare, dove tutti si sono trovati a proprio agio.”
Dal 1° settembre il Johnny Bar volterà pagina. Ma ciò che hanno costruito giorno dopo giorno Giovanni, Paola, Francesco e tutte le persone passate davanti e dietro quel bancone resterà una parte della storia della città.















