Aree interne, monsignor Accrocca nel gruppo di lavoro di tre vescovi scelti dalla Cei

Il vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca, farà parte del gruppo di tre presuli incaricato di individuare, insieme alla Conferenza Episcopale Italiana, temi, modalità e sede del prossimo convegno nazionale dedicato alle Aree interne.

La decisione è maturata al termine dell’incontro che si è svolto a Benevento dal 31 agosto al 1° settembre, al Centro “La Pace”, e che ha riunito una trentina di vescovi provenienti da tutta Italia. L’appuntamento, avviato nel 2021, è nato per mettere in relazione le diocesi che operano nei territori più lontani dai grandi centri e confrontarsi su spopolamento, servizi, lavoro, giovani e prospettive di sviluppo.

Accrocca sarà affiancato da monsignor Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, e da monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti. I tre rappresenteranno aree geografiche diverse del Paese e avranno il compito di dare continuità al lavoro svolto in questi anni.

Il tema centrale emerso dal confronto riguarda soprattutto una domanda: come rendere nuovamente attrattivi i territori interni e creare le condizioni perché chi vi nasce possa scegliere di restare o tornare.

Nel corso dei lavori è stato sottolineato come le Aree interne non possano essere affrontate soltanto come territori in difficoltà. Monsignor Accrocca ha insistito proprio su questo punto, definendole luoghi che conservano relazioni, memoria, tradizioni e risorse che possono diventare base per nuove opportunità.

Il vescovo ha richiamato anche la necessità di superare campanilismi e divisioni locali, invitando istituzioni, comunità ecclesiali e realtà sociali a lavorare con maggiore pragmatismo sui problemi economici e sociali dei territori.

Particolare attenzione è stata dedicata allo spopolamento e alla condizione dei giovani. Molti ragazzi lasciano i centri interni già per studiare e, una volta concluso il percorso formativo, incontrano difficoltà nel trovare occasioni professionali che consentano loro di rientrare.

Il rischio evidenziato dai vescovi è quello di un progressivo impoverimento demografico, con conseguenze dirette anche sulla possibilità di mantenere servizi essenziali e sulla tenuta delle comunità.

Nel dibattito è emersa anche la necessità di evitare che la risposta ai problemi delle Aree interne si riduca alla sola richiesta di contributi pubblici. La questione, è stato sottolineato, riguarda soprattutto la possibilità di garantire diritti, servizi e opportunità paragonabili a quelli disponibili nei grandi centri urbani.

A chiudere i lavori è stato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha definito i territori interni una componente fondamentale del Paese, non solo per le criticità che presentano ma per il patrimonio sociale, culturale e umano che custodiscono.

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Redazione Gualdo News
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