La vertenza relativa alla cava Ecoinerti di Gualdo Tadino arriva in Prefettura.
Il vista dell’imminente scadenza della concessione di cui Ecoinerti è titolare, questa mattina si è svolto a Perugia un incontro convocato e presieduto dal viceprefetto vicario Maura Nicolina Perrotta, con l’obiettivo di riaprire il confronto tra le parti e verificare se esistano le condizioni per una soluzione che tenga insieme la tutela dell’occupazione e quella ambientale.
La Comunanza Agraria Appennino Gualdese, tramite la presidente Nadia Monacelli, ha comunicato che l’ente montano, entro la metà di ottobre, esaminerà secondo le procedure previste dal proprio statuto la proposta avanzata da Ecoinerti per l’acquisizione dei terreni interessati.
La vicenda nei mesi scorsi aveva visto posizioni molto distanti. A giugno, infatti, Cisl e Filca Cisl avevano chiesto di riaprire il dialogo dopo che la Comunanza aveva confermato il proprio orientamento contrario all’utilizzo dei terreni collettivi per proseguire l’attività estrattiva.
Poche settimane dopo, a luglio, la stessa Comunanza aveva ribadito pubblicamente che non intendeva autorizzare attività di cava sulle terre civiche, richiamando anche la decisione assunta dall’assemblea degli utenti nel 2020 e ricordando che quei terreni erano stati esclusi dal progetto estrattivo già dal 2022.
Il nodo è legato alla prossima scadenza della concessione di cui Ecoinerti è titolare e alla necessità dell’azienda di individuare una soluzione per la prosecuzione dell’attività. La Prefettura segnala che nella vertenza sono coinvolti 18 lavoratori, la cui occupazione rappresenta uno degli aspetti centrali del confronto.
Alla riunione hanno partecipato, oltre alla presidente della Comunanza e all’amministratrice unica di Ecoinerti Giulia Mancini, il presidente della Provincia e sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, il direttore regionale allo Sviluppo economico Adriano Bei, il segretario regionale della Cisl Angelo Manzotti e il direttore generale di Confindustria Umbria Simone Cascioli.
Durante il tavolo sono state esaminate approfonditamente sia le conseguenze che un mancato accordo potrebbe avere sui livelli occupazionali che le esigenze di tutela ambientale legate all’eventuale ampliamento della cava.
La dottoressa Perrotta ha in conclusione evidenziato la necessità di tenere vivo il dialogo tra le parti in un clima di leale e reciproca collaborazione, assicurando il massimo supporto delle istituzioni interessate.
















