Caldo intenso in Umbria, scatta il livello 2 di allerta. Proietti: “Proteggiamo le persone più fragili”

Torna il caldo intenso in Umbria e cresce il livello di attenzione per i possibili effetti sulla salute.

Il sistema nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore ha infatti innalzato l’allerta per Perugia, che passa dal livello 1 di martedì 7 luglio al livello 2 nelle giornate di mercoledì 8 e giovedì 9 luglio.

Secondo il bollettino, nel capoluogo umbro sono previste temperature fino a 33-34 gradi nelle ore più calde della giornata, con una temperatura percepita che potrà raggiungere i 34 gradi. Ancora più elevate le massime attese a Terni, dove nei prossimi giorni il termometro potrebbe toccare i 35-37 gradi.

La nuova ondata di calore richiede prudenza, attenzione e responsabilità da parte di tutti – afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – Il caldo estremo è un fattore di rischio per la salute, in particolare per anziani, bambini, persone con patologie croniche, persone non autosufficienti, cittadini che vivono soli e lavoratrici e lavoratori esposti al sole. La Regione, insieme al sistema sanitario, ai Comuni e alla Protezione civile, mantiene alta l’attenzione e invita tutti a seguire le raccomandazioni ufficiali”.

Anche il Centro funzionale regionale conferma un quadro meteorologico caratterizzato da condizioni stabili e da un ulteriore aumento delle temperature massime nella giornata del 9 luglio.

La Regione invita i cittadini ad adottare comportamenti prudenti, evitando di esporsi al sole nelle ore più calde, mantenendo una corretta idratazione e prestando particolare attenzione alle persone più vulnerabili.

Chiediamo ai cittadini di evitare l’esposizione nelle ore più calde, di bere regolarmente, di controllare le persone più fragili e di rivolgersi al medico o ai servizi sanitari in caso di sintomi sospetti – prosegue Proietti – La prevenzione è la misura più efficace: piccoli comportamenti quotidiani possono evitare conseguenze serie, dai colpi di calore alla disidratazione”.

Tra le categorie maggiormente esposte ai rischi del caldo figurano gli anziani oltre i 65 anni, i neonati e i bambini, le persone affette da patologie croniche, in particolare cardiovascolari, chi assume farmaci che possono alterare la capacità di termoregolazione, oltre alle persone non autosufficienti o che vivono in condizioni di isolamento.

Particolare attenzione è rivolta anche ai lavoratori impegnati all’aperto. La Regione ricorda che è in vigore, fino al 15 settembre 2026, l’ordinanza firmata dalla presidente della Giunta regionale lo scorso 11 giugno, che vieta il lavoro dalle 12.30 alle 16 nelle giornate e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per chi svolge attività fisica intensa sotto il sole.

Il provvedimento interessa il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili all’aperto, le cave e parte delle attività logistiche svolte nei piazzali destinati al deposito delle merci. Per i rider che effettuano consegne con biciclette o biciclette a pedalata assistita è inoltre previsto che il rischio caldo venga considerato nei tempi di consegna e nelle distanze da percorrere, senza penalizzazioni economiche o reputazionali.

Sul lavoro la sicurezza viene prima – sottolinea la presidente Proietti – Nessuna attività produttiva può essere organizzata ignorando gli effetti del caldo estremo. Le imprese devono programmare turni, pause, ombreggiamento, idratazione e misure di protezione coerenti con la valutazione del rischio. È un dovere giuridico, ma soprattutto un dovere di civiltà verso chi lavora”.

L’ordinanza invita inoltre i Comuni a valutare eventuali deroghe temporanee ai regolamenti sulle emissioni acustiche per consentire lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più fresche della giornata.

“La collaborazione tra istituzioni, Comuni, aziende sanitarie, parti sociali, imprese e cittadini è decisiva – conclude Proietti – L’Umbria affronta questa fase con strumenti di prevenzione, informazione e tutela. A tutti chiediamo attenzione: proteggere le persone più esposte significa proteggere l’intera comunità”.

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Redazione Gualdo News
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