Con il taglio del nastro lo scorso 27 giugno, ha preso il via la mostra “Astrazioni e Figurazioni”, personale di Luciano Tittarelli, docente gualdese all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia ma anche fine pittore, disegnatore, ceramista e poeta della forma.
L’esposizione, patrocinata da Regione Umbria, Comune di Nocera Umbra, Comitato per l’Ottocenenario Francescano, Accademia Belle Arti Perugia e dal Telaio Umbro, si dipana negli spazi museali di Nocera Umbra, curati dalla cooperativa Happennines.
La mostra si è arricchita in questi giorni delle opere esposte presso la Pinacoteca Civica chiesa di San Francesco, in un perenne dialogo fra antico e contemporaneo.
Un confronto senza soluzione di continuità che permette ai lavori esposti di “parlare” con gli affreschi che decorano l’edificio, con il polittico di Niccolò Alunno e con la pala di Matteo da Gualdo, ma anche e soprattutto con il monumentale crocefisso duecentesco, in omaggio a San Francesco proprio nell’anno dell’Ottocentenario della sua scomparsa.
Il percorso diviene così un viaggio, che permette di scoprire i temi, le ispirazioni e le chiavi di lettura di un affascinante itinerario nell’arte, un’arte che perde la sua accademica divisione fra medievale, moderno e contemporaneo, ma che pure lascia cadere il confine tra astratto e figurativo.
Un cammino visivo ed emotivo, a tratti spirituale, dove aspetti apparentemente discordanti dialogano a distanza ravvicinata e si confrontano con capolavori immortali. Un accostamento che abbatte le barriere del tempo e gli schemi consueti, per ribadire che il linguaggio universale dell’arte non ha tempo né definizioni univoche.
Filo conduttore è il profondo legame dell’artista con il territorio e con la sua storia, per una favola che racconta una vita per l’arte e l’arte di una vita.
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“Le opere di Luciano Tittarelli, – spiega Matteo Bebi, referente dei Musei di Nocera Umbra per la coop Happennines – attraverso un’introspezione profonda, si uniscono in un dialogo privilegiato con gli spazi museali, con la stessa architettura della città e del Palazzo del Museo Archeologico, perché, come scriveva Umberto Eco ne “Il pendolo di Foucault”, «il mondo esplode in una rete, in un vortice di parentele, e tutto rimanda a tutto, tutto spiega tutto.»“
“Luciano – prosegue Bebi – sembra spiegare lo spazio nel senso letterale della parola: lo sviluppa di fronte all’osservatore quasi a ritmo di musica. Un suono sempre differente, che pare pervadere le opere: rifulge e scalpita sui fondi oro come l’ippogrifo del Furioso di Ludovico Ariosto, s’immerge nella bruma come un confuso viaggiatore che sembra uscito dalla mente di Calvino. L’astratto, la materia e la patina d’antico si fanno espediente di luce, la medesima che sembra scaturire dalle stesse tele e accarezzare le pietre della città, teatro privilegiato della sua narrativa, perché «l’opera d’arte non sta mai sola, è sempre in rapporto […]» (Roberto Longhi, Da Cimabue a Morandi).”
“Una relazione che Luciano Tittarelli sa leggere preventivamente attraverso associazioni di pensiero mai casuali, per una visione della realtà che si fa filosofia, che gioca con la percezione e la memoria e con la storia del territorio: dalle linee degli antichi tratturi di montagna fino alle fantastiche geometrie di Matteo da Gualdo, passando per le circonvoluzioni architettoniche della Nuceria romana e per la sintetica ma magnetica oreficeria longobarda. Un grande invito a ponderare la storia, a metterci in contatto con essa, ma soprattutto a riappropriarci degli spazi, a guardare con lentezza, a spogliarci di quelle appendici tecniche e tecnologiche che già negli anni ’60 il sociologo Marshall McLuhan considerava estensioni delle facoltà fisiche, sensoriali e cognitive dell’uomo. Un racconto nel profondo dell’io, una “poesia” che unisce passato e presente in un luogo recondito dei nostri sogni, segreto ai più, in cui possiamo abbandonare la maschera ed essere noi stessi. Fosse anche per un piccolo istante.“
La mostra è visitabile fino al 27 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30, tutti i giorni nel mese di agosto, dal giovedì alla domenica nel mese di settembre. Per informazioni è possibile scrivere a [email protected].
































