TARI 2026, aumento del 5,8% a Gualdo Tadino. Scontro in Consiglio comunale

Il Consiglio Comunale di Gualdo Tadino ha dato il via libera, nella seduta di oggi 30 luglio 2026, alle nuove tariffe TARI per l’anno 2026 che prevedono un aumento della tassa sui rifiuti pari al 5,8% in un clima di acceso dibattito tra la maggioranza, che ha difeso la scelta fatta in passato di mantenere operativa l’azienda municipalizzata ESA e la necessità di coprire i costi di legge, e le opposizioni, che invece hanno denunciato aumenti sistematici e mancanza di capacità di prevenirli.

Mentre l’amministrazione sottolinea come Gualdo Tadino resti tra i comuni meno cari della regione nonostante i rincari esterni, le minoranze puntano il dito sulla mancanza di investimenti e sul confronto altri comuni umbri che sono riusciti a invertire la rotta.

In apertura, il consiglio comunale ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Fabrizio Capodimonti, che lavorava presso il municipio, prematuramente scomparso nei giorni scorsi.

L’assessore al Bilancio, Marco Parlanti ha aperto la discussione illustrando i numeri del Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029, che prevede un costo totale di circa 3,2 milioni di euro. “La tassa sui rifiuti deve garantire per legge la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio”, ha precisato, spiegando che il saldo a conguaglio di dicembre sarà basato sulle tariffe ora approvate.

L’assessore all’Ambiente, Maria Paola Gramaccia, ha rimarcato la natura oggettiva degli incrementi, stimati intorno al 5,8-6,2%. Non abbiamo variato di un centesimo quelli che sono i costi flessibili rispetto al triennio precedente. La variazione in aumento è derivata da fattori oggettivi come il rinnovo del contratto di lavoro, i maggiori costi di smaltimento legati all’energia e il trasporto.

La vicesindaco ha tenuto a precisare che, nonostante la percentuale di aumento possa spaventare, l’impatto reale sulle tasche dei cittadini sarà minimo. Gramaccia ha inoltre rivendicato il valore di ESA: “La nostra è un’azienda sana e che ha un valore sul mercato importante”. L’assessore ha concluso ribadendo che, nonostante i rincari, Gualdo Tadino rimane uno dei comuni con le tariffe più basse della regione rispetto anche ai comuni limitrofi.

La seduta del consiglio comunale del 30 luglio 2026

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L’AFFONDO DELL’OPPOSIZIONE: “QUALITA’ BASSA DEL RIFIUTO E ZERO INVESTIMENTI” – Critiche sono arrivate dai banchi della minoranza. Fabio Viventi (Forza Italia) ha espresso forte preoccupazione per la qualità della differenziata: “L’indicatore R1 sul riciclaggio è dello 0,42, siamo in classe F. Questo significa che i rifiuti raccolti non hanno una qualità accettabile per ottenere ristori economici”.

Viventi ha inoltre citato casi come Todi e Perugia che hanno ridotto le tariffe, sottolineando come l’attuale aumento non sia un episodio isolato, ma si sommi a una serie di rincari degli ultimi anni. Secondo l’analisi di Viventi, nel 2022 il costo complessivo del servizio a Gualdo Tadino era di circa 2,4 milioni di euro, mentre oggi ha raggiunto i 3,2 milioni. Il consigliere ha rimarcato che “l’aumento di fatto in 5 anni raggiunge il 30% sommato“, definendo l’andamento dei costi “molto preoccupante”.

Fabio Pasquarelli (Gualdo) ha parlato di una “resa” dell’amministrazione: “Siamo in questa situazione perché sono state fatte scelte politiche sbagliate in passato. Vedo un’amministrazione passiva che accetta quello che succede perché è sempre un problema degli altri”, sollevando dubbi sulla capacità dell’esecutivo di incidere realmente sulla spesa, suggerendo ad esempio una modernizzazione operativa del parco mezzi di Esa puntando sull’elettrico così da ridurre i costi variabili come i carburanti.

Sulla stessa linea Simona Vitali (Rifare Gualdo), che ha ricordato come l’aggiornamento del PEF approvato dall’Auri (l’autorità che determina le tariffe della TARI) stabilisce che il 5,8% è il massimo aumento consentito, evidenziato allo stesso tempo una mancanza di progettualità: “I cittadini pagheranno di più per avere lo stesso identico servizio a investimento zero. Dovreste dire ai cittadini che questi aumenti se li ritroveranno tutti insieme a dicembre”.

La capogruppo di Rifare Gualdo ha anche criticato il metodo di lavoro e la mancanza di dialogo con il tessuto economico della città. “Non sono state mai convocate le parti sociali, mai convocate le associazioni di categoria”, ha denunciato Vitali, sottolineando come le utenze non domestiche (imprese, artigiani e commercianti) rappresentino solo il 14% del totale ma sostengano ben il 24% della tariffa complessiva. Sarebbe una buona prassi farli venire in Commissione per capire come abbattere quella quota per chi crea lavoro”, ha aggiunto la consigliera.

Le colleghe di Rifare Gualdo Chiara Casciani e Cinzia Natalini hanno invece sollecitato il passaggio alla tariffazione puntuale: “Si potrebbero razionalizzare le spese con isole ecologiche intelligenti, premiando i comportamenti dei più virtuosi”.

PRESCIUTTI: “SOLO CON IL GESTORE UNICO REGIONALE SI AVRANNO MIGLIORAMENTI” – L’assessore allo Sviluppo Economico, Giorgio Locchi, è intervenuto per contestare i paragoni fatti dall’opposizione con il capoluogo di regione. “I dati vanno presi nella loro interezza: la TARI a Gualdo Tadino costa notevolmente meno che nel comune di Perugia”, ha affermato.

Anche il sindaco Massimiliano Presciutti ha rispedito al mittente le critiche sui confronti con altri comuni, spiegando che i cali a Perugia e Todi sono dovuti allo sblocco di risorse accantonate per contenziosi legali di Gesenu e non a politiche tariffarie innovative.

Presciutti ha poi rivendicato la scelta di mantenere il servizio in capo a ESA ponendo una questione di efficienza e autonomia decisionale, mettendo a confronto la gestione locale con quella che sarebbe potuta derivare da un centro decisionale esterno: “Se noi avessimo dovuto ragionare con la sede a Città di Castello per il servizio, voi pensate che sarebbe stato gestito meglio o peggio?”, ha detto rivolgendosi al consiglio comunale.

Secondo il sindaco, il controllo diretto su ESA ha permesso al Comune di non essere un soggetto passivo di fronte alle dinamiche regionali ricordando che la municipalizzata gualdese è “l’unica azienda di questo settore che non ha un centesimo di perditae che occupa 26 persone a tempo indeterminato.

Il sindaco ha ricordato la lunga discussione interna ad Auri con i sindaci di tutti i colori politici particolarmente arrabbiati, ma che per senso di responsabilità hanno approvato il PEF.

Ha infine ribadito la necessità di un gestore unico regionale e che solo questa soluzione potrà portare a una diminuzione delle tariffe: “In Umbria serve un gestore solo, finché non faremo questo avremo sempre problemi”.

L’atto è stato infine approvato con i voti favorevoli della maggioranza e il voto contrario di tutte e tre le opposizioni.

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Redazione Gualdo News
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