Sicuramente non avrebbero voluto entrare nelle polemiche e altrettanto sicuramente vorrebbero continuare a correre tra i boschi e ad abbeverarsi, come hanno sempre fatto.
Invece i caprioli (insieme agli altri animali che abitano i boschi degli Appennini) sono finiti dentro uno scontro che si sta trascinando da mesi a Gualdo Tadino: quello sul laghetto di Valsorda, che in queste ultime caldissime settimane sta infiammando gli animi, in special modo sui social.
La recinzione fatta installare dal Comune di Gualdo Tadino a protezione del piccolo invaso per evitare che le vaccine che pascolano in altre zone della montagna raggiungano la Valsorda per abbeverarsi, è finita nel mirino di molti utenti social, alcuni dei quali starebbero pensando a una raccolta firme per convincere il Comune a toglierla, così da permettere alla fauna selvatica di poter raggiungere il laghetto.
Questa recinzione, ha spiegato in un post il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, è stata installata, “a tutela della biodiversità ed a seguito dei numerosi danni e del pericolo per la pubblica incolumità che causano, ormai da tempo, le vaccine che vagano pericolosamente ed incustodite“, sottolineando che la stessa barriera è a norma di legge ed è stata installata tenendo conto “delle stringenti prescrizioni e dei pareri vincolanti della regione Umbria e del Ministero della Cultura Direzione Generale archeologia belle arti e paesaggio e della Soprintendenza” ed evidenziando che “le vaccine hanno appositi abbeveratoi in altre parti della montagna ed i cui proprietari non sono autorizzati al pascolo sui prati frequentati abitualmente da gualdesi e turisti”.
Sta di fatto che una foto, che ha immortalato un capriolo che era riuscito a superare il recinto elettrificato a bassa intensità per abbeverarsi, è diventata immediatamente virale sui social, scatenando numerose proteste contro quella barriera che impedirebbe alla fauna selvatica di potersi dissetare nella Valsorda.
Un altro video, di un capriolo in mezzo alla strada provinciale di Valsorda pressochè immobile, ha ulteriormente alimentato la contestazione contro quella barriera.
Nei prossimi giorni proveremo ad approfondire questa vicenda, sentendo le diverse parti in causa e cercando di capire se è possibile individuare una soluzione che tuteli contemporaneamente allevatori, visitatori, animali e habitat del laghetto.
Da una parte si vuole tenere lontani i bovini dalla Valsorda dove, ha ribadito il sindaco, questi animali non possono pascolare essendo zona interdetta a questo scopo, anche a tutela dell’incolumità delle persone (a proposito di video, ne circolava uno lo scorso anno con una vaccina che di corsa si recava verso il laghetto passando nei pressi dello spazio giochi per bambini, con tutti i rischi che si possono facilmente comprendere) e dello stesso invaso. Dall’altra c’è chi protesta per tutelare la fauna selvatica, penalizzata dalla recinzione.
Intanto nella notte tra sabato e domenica la squadra di Gaifana dei Vigili del Fuoco è intervenuta sul Monte Penna a quota 1150 metri per il salvataggio di un piccolo capriolo rimasto intrappolato in mezzo ad un canneto a bordo di un invaso artificiale. Il salvataggio è avvenuto con tecniche SAF (Speleo Alpinistica Fluviale).













