Natalità, la Regione stanzia un altro milione di euro. Bonus per altre 833 mamme.

Incremento di un milione di euro per l’anno in corso, e di altrettanto per il prossimo anno, dei fondi destinati al supporto delle neo mamme al fine di far scorrere la graduatoria delle domande già pervenute e regolari, ma non ancora finanziate.

Lo ha deciso la giunta regionale, con la presidente Donatella Tesei che ha sottolineato come “la misura, che ha come scopo quello di aiutare le neo mamme a conciliare al meglio, durante il primo anno di vita del bambino, le nuove esigenze familiari con quelle lavorative, ha ricevuto un ottimo riscontro che ci ha spinti, sin da subito, ad individuare nuove risorse nell’ambito dei Fondi europei al fine di riuscire a coprire gran parte delle domande ammissibili, ma non finanziate”.

La misura di supporto conciliativo alla natalità, che prevedeva quasi 6 milioni di euro in 5 anni e che con questa integrazione permetterà un incremento di oltre 2 milioni in due anni, è stata ritenuta opportuna per procedere al finanziamento di una platea più ampia di beneficiari, favorendo così l’accesso anche a coloro che, nonostante abbiano una condizione economica difficile, hanno scelto di avere un figlio. Ora si procederà allo scorrimento della graduatoria delle richieste ammesse, ma ad oggi non finanziate.

Erano state presentate 2.297 domande da chi ha un Isee sotto i 30mila euro. Con la prima erogazione di 1 milione e 200 mila euro, il bonus era stato concesso a 903 mamme, con 1.290 che erano rimaste fuori (104 le domande respinte poiché non ammissibili). Grazie a questo ulteriore milione di euro, altre 833 mamme riceveranno il sostegno.

La misura consiste in un contributo a fondo perduto di 1.200 euro che la Regione erogherà alle donne che alla data di scadenza dell’avviso avevano un bimbo di età pari o inferiore ai 12 mesi, residenti in Umbria, che al momento di presentazione della domanda siano occupate (subordinate o autonome) o iscritte al Centro per l’impiego.

“Questo supporto – ha evidenziato Tesei – diventa parte integrante dell’ampio quadro che permette un sostegno alle famiglie, che inizia al momento della nascita e segue la crescita del bambino sino all’università. Sono fiduciosa che a breve, grazie ad alcuni risparmi proprio sui capitoli della presidenza, si possano incrementare anche altre misure già in essere”.

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