Si è aperta ieri, sabato 17 maggio, a Gualdo Tadino l’edizione 2025 di “Buongiorno Ceramica”, il weekend nazionale promosso dall’Associazione Italiana Città della Ceramica, che ha portato in città due giornate ricche di eventi, mostre, incontri e laboratori dedicate all’arte ceramica e alla sua valorizzazione.
La manifestazione è stata inaugurata nella Sala della Città della Rocca Flea con la mostra collettiva “Forme di terra e Fuoco. L’artigianato ceramico di Gualdo Tadino tra innovazione e tradizione”, alla presenza della direttrice del Polo Museale, Catia Monacelli, e degli assessori Gabriele Bazzucchi e Giorgio Locchi. L’allestimento ha offerto un affascinante spaccato della produzione ceramica locale, tra memoria storica e ricerca contemporanea.
A seguire, nella stessa sede, si è tenuta la presentazione del volume “Piatti d’Amor Pinti. Alla ricerca del rap aulico”, scritto dal professore di Logica dell’Università di Bologna Guido Gherardi e introdotto da Gabriele Passeri.
Il libro è nato dall’emozione suscitata nel docente da una visita al Museo Opificio Rubboli, in particolare dall’osservazione di due piatti a lustro raffiguranti un cavaliere e una dama, che lo hanno ispirato a comporre un originale poema filosofico-artistico.
La mattinata si è conclusa proprio con la visita guidata al Museo Opificio Rubboli, condotta da Maurizio Tittarelli Rubboli, erede della storica manifattura, che ha svelato al pubblico i segreti della tecnica del lustro, fiore all’occhiello della tradizione ceramica gualdese.
Nel pomeriggio, spazio ai più piccoli con il laboratorio “Le mani in pasta”, un’attività creativa curata dal maestro ceramista Stefano Zenobi presso la Mediateca, dove i bambini hanno potuto sperimentare con l’argilla e avvicinarsi al mondo della ceramica in maniera ludica e coinvolgente.
La manifestazione prosegue oggi, domenica 18 maggio, con un altro momento significativo: la presentazione della donazione “Pallitti – Luzi” presso il Museo della Ceramica – Casa Cajani. Si tratta di una pregiata collezione di maioliche antiche, databili tra il XVI e il XVIII secolo, provenienti da diversi centri ceramici dell’Italia centrale. La donazione arricchisce il percorso museale dedicato alla ceramica italiana, sottolineando il ruolo di Gualdo Tadino nel contesto degli scambi artistici e culturali della tradizione ceramica nazionale.
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L’acquisizione è stata illustrata dagli esperti Mario Becchetti e Gabriele Passeri, che ne hanno curato lo studio e la musealizzazione.
Durante tutto il fine settimana, inoltre, è possibile visitare le botteghe ceramiche locali aderenti all’iniziativa “Botteghe ceramiche aperte”, tra cui Ceramiche Garofoli di Cinzia Garofoli, Ceramiche d’Arte Stefano Zenobi e Anna Ceramiche Gambucci, con dimostrazioni e racconti di segreti del loro lavoro.






























