Fratelli d’Italia difende Simona Vitali: “Dal sindaco un attacco inaccettabile”

Il clima politico a Gualdo Tadino si fa incandescente dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale il sindaco Massimiliano Presciutti ha rivolto alla capogruppo di “Rifare Gualdo”, Simona Vitali, l’espressione «Taci!», nel corso di un acceso scambio verbale legato a un emendamento sulla Tari.

A intervenire in difesa della consigliera è ora Fratelli d’Italia, sia a livello comunale che provinciale.

Cinzia Natalini, anche lei consigliera comunale di Rifare Gualdo e coordinatrice comunale del partito, esprime “pieno sostegno alla consigliera Simona Vitali” definendo l’episodio “un attacco inaccettabile da parte del Sindaco solo per aver esercitato con competenza e determinazione il proprio ruolo di opposizione“.

Natalini sottolinea come “la risposta non sia arrivata nel merito, ma in toni aggressivi e intimidatori. È grave che chi rappresenta le istituzioni si senta autorizzato a zittire chi non si allinea, invece di rispondere con argomenti e rispetto“.

E aggiunge: “La politica non può ridursi a una mano alzata e a un microfono spento. Il confronto, anche acceso, è l’anima della democrazia. Chiedere conto di un voto non è provocazione, è un dovere verso i cittadini“. E in riferimento ai simboli istituzionali di lotta contro la violenza sulle donne conclude: “A chi inaugura panchine rosse per farsi un’immagine, ricordiamo che quei simboli vanno onorati ogni giorno, nei gesti e nei toni. Perché una panchina, se attorno c’è solo ostilità e silenzio imposto, resta miseramente vuota”.

A rincarare la dose è anche la dirigenza provinciale del partito. In una nota congiunta, Alessandro Moio (coordinatore provinciale di FdI Perugia) e Jacopo Barbarito (capogruppo in Provincia) parlano di “osceno attacco” e accusano il primo cittadino di “arroganza istituzionale” e di “totale chiusura al confronto democratico“.

Nell’esprimere solidarietà a Simona Vitali, per i due esponenti l’episodio sarebbe la conferma di “un metodo ormai consolidato” da parte di Presciutti accusato di “arroganza istituzionale” e di “totale chiusura al confronto democratico“.

Particolarmente critico il passaggio in cui si stigmatizza l’accaduto: “Il grido “Taci!” rivolto in aula con violenza a una consigliera comunale rappresenta un fatto grave. Evidentemente Presciutti mal tollera il dissenso e il confronto, senza considerare il modo aggressivo rivolto una donna, soprattutto dal rappresentante di un partito che fa delle politiche di genere, femminismo e superamento della società maschilista una delle sue bandiere“.

“Difenderemo sempre la dignità del confronto politico e il diritto delle opposizioni a essere ascoltate”, concludono Moio e Barbarito.

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Redazione Gualdo News
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