Giochi de le Porte, a Gualdo Tadino è la domenica del Palio

Il maestoso corteo storico dei Giochi de le Porte ha affascinato ieri sera il centro cittadino, richiamando tantissimi spettatori che hanno seguito con emozione la sfilata di oltre 1.200 figuranti in costume del XV secolo.

L’appuntamento con la storia, arricchito da scenografie e allegorie sempre originali e mai uguali alle precedenti, si è concluso con il lancio della sfida dei priori Luca Fiorucci, Marco Pannacci, Gianluca Anzuini e Alessandro Cesaretti, che ha fatto da preludio all’attesa giornata conclusiva.

Oggi, domenica, è il giorno delle gare dove protagonista assoluto sarà il somaro, animale simbolo dei Giochi, amato e curato con dedizione per tutto l’anno dai portaioli nelle stalle delle Porte. A lui, agli aurighi e ai frenatori, insieme agli arcieri e fiondatori, sarù affidato il compito di conquistare il Palio dedicato a San Michele Arcangelo.

Il programma si aprirà alle 9.30 con la pesa dei carretti e il sorteggio per l’ordine delle prove, seguito alle 10,30 dalla premiazione del miglior corteo storico sempre in piazza (in caso di maltempo si terrà al teatro Talia), che Gualdo News trasmetterà in diretta sulla propria pagina Facebook, e dalla Messa solenne alle 11,30 nella basilica cattedrale di San Benedetto in onore del compatrono San Michele Arcangelo.

Nel pomeriggio piazza Martiri, trasformata in questi giorni in Arengo Maggiore, diventa teatro delle quattro prove che, tra San Facondino, San Benedetto, San Martino e San Donato, decreteranno la Porta vincitrice.

La sfida si apre con la spettacolare corsa dei somari a carretto, seguita dai tiri con la fionda e con l’arco. A decidere il Palio sarà però molto probabilmente la quarta prova: la corsa a pelo.

E’ un momento adrenalinico e caotico, dove i fantini cavalcano i somari senza sella tra sorpassi, urla, cadute, colpi di scena e il boato della piazza, in un’atmosfera che lascia sempre a bocca aperta.

La vittoria, però, non porterà solo la conquista del Palio, quest’anno dipinto da Alessandro Gattuso: alla Porta trionfatrice spetterà anche l’onore di bruciare leffige della Bastola, la leggendaria strega che secondo la tradizione incendiò la città nel 1237. Il rogo finale, accompagnato da cori, tamburi e dall’esultanza dei portaioli che si sporcano il volto con la fuliggine, rappresenta la catarsi collettiva che chiude i Giochi de le Porte.

Con il crepitio delle fiamme e le rovine fumanti della Bastola, la città celebrerà così una volta di più la propria identità e la forza di una comunità che, tra storia e leggenda, continua a regalare e a regalarsi uno delle rievocazioni medievali più autentiche e coinvolgenti d’Italia.

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Redazione Gualdo News
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