“L’Abbraccio di Morfeo”, la nuova raccolta di poesie di Isabella Acciari è un viaggio nell’animo umano

Isabella Acciari torna in libreria con “L’Abbraccio di Morfeo”, la sua seconda raccolta poetica pubblicata nel marzo di quest’anno da Bertoni Editore nella collana “Aurora”, a cura di Bruno Mohorovich.

Dopo il suo esordio con “Il soffio della tempesta”, la scrittrice gualdese conferma una voce letteraria matura e riconoscibile che intreccia introspezione e potenza evocativa.

Il libro, che ha già conosciuto importanti tappe di presentazione dalla sede della Provincia di Perugia alla rassegna letteraria di Firenze, fino al Salone Internazionale del Libro di Torino, si compone di 27 liriche inedite e 16 componimenti rivisitati, offrendo al lettore un affresco intimo e profondo della ricerca umana e spirituale dell’autrice.

Illusi di saper volare, vaghiamo tra luci e comete, in cerca di un miraggio. Allo spegnersi del sole ci abbandoniamo all’abbraccio di Morfeo” recita uno dei versi riportati in copertina, che introduce alla dimensione onirica del libro. Morfeo, il dio greco del sonno, diventa qui metafora di un viaggio nei meandri dell’inconscio, in un equilibrio tra sogno e realtà, luce e ombra.

Come scrive nella prefazione Catia Monacelli, direttrice del Polo Museale di Gualdo Tadino, “Isabella Acciari ci invita in un profondo viaggio introspettivo, coniugando la sua formazione scientifica con una sensibilità letteraria che la porta a esplorare le profondità dell’animo umano”.

Le poesie alternano immagini potenti e delicate, capaci di restituire il senso di una continua ricerca interiore. In “Spazio”, ad esempio, la poetessa descrive “il volo di un gabbiano sopra un mare plumbeo e tormentato”, mentre in “Le donne di Kabul” l’oblio diventa “d’ombre, di sguardi, di fango e fortezze”, in un linguaggio che unisce denuncia e introspezione.

La natura, presenza costante nei versi, assume un valore simbolico profondo. “Prepotente scuote, sinuoso serpeggia, preda del morso gelido e solitario della furia invernale”, scrive l’autrice, trasformando il vento in metafora di un’anima inquieta, in balia delle proprie tempeste interiori.

Nata a Gualdo Tadino nel 1971, laureata in Scienze Economiche Bancarie all’Università di Siena, Isabella Acciari svolge da oltre venticinque anni attività nel settore bancario. Parallelamente ha coltivato la scrittura come strumento di esplorazione dell’animo umano. Dopo l’esordio poetico nel 2021, con “Il soffio della tempesta” per Diadema Edizioni, ha proseguito un percorso letterario con il romanzo “Kidanè” dello scorso anno fino a “L’Abbraccio di Morfeo”.

Come conclude Catia Monacelli nella prefazione: “Leggere queste poesie diventa un’esperienza coinvolgente e trasformativa. Ci invita a confrontarci con le nostre fragilità, a celebrare la nostra umanità e a riscoprire la bellezza del mondo che ci circonda.”

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Redazione Gualdo News
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