“Fragmenta Maya” a Gualdo Tadino. La mostra di Pier Toffoletti attraversa 30 anni di ricerca pittorica

La chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino “disvela tutta la sua bellezza“, scrivono le curatrici Catia Monacelli e Sara Taglialagamba, e si fa complice di un’arte che non si accontenta della superficie.

Da sabato 29 novembre le navate gotiche dell’edificio trecentesco ospitano “Fragmenta Maya“, mostra delle opere di Pier Toffoletti che trasforma lo spazio sacro in un viaggio ascensionale dove l’arte contemporanea ritrova la sua vocazione spirituale.

L’allestimento è “un’invocazione al visitatore“, un percorso intimo tra materia e trasparenze in cui il corpo femminile diventa simbolo, riflessione, soglia tra il visibile e l’invisibile.  In mostra anche un video di Diego Pecori che introduce a una lettura didattica dell’esposizione.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Polo Museale di Gualdo Tadino e la Casa d’Arte San Lorenzo di San Miniato, con il coordinamento di Filippo Lotti, si inserisce nel programma Me.Tu., Musei e Territori dell’Umbria di Nord Est, e conferma la capacità della città di Gualdo Tadino di ospitare ricerche artistiche di respiro internazionale.

All’inaugurazione, alla presenza dell’assessore alla Cultura Gabriele Bazzucchi e del direttore artistico della Casa d’Arte San Lorenzo Roberto Milani, le curatrici hanno delineato i contorni di un lavoro “meticolosamente maturato in oltre trent’anni di ricerca e intimamente nutrito dalla disciplina dello yoga, dalla dimensione del femminile universale e dall’arcano della natura“.

Pier Toffoletti costruisce un linguaggio che è insieme pittorico e filosofico: “Fragmenta”, la porzione palpabile e contingente dell’esistenza; “Maya“, l’illusione della forma mutuata dalla conoscenza filosofica. In questo incontro si consuma l’indagine metafisica dell’artista.

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Il percorso culmina nell’installazione ineditaImpronte di vita“: otto pannelli metallici di grandi dimensioni in cui l’artista ha abbozzato figure naturalistiche indefinite e forme antropomorfiche ispirate dalla natura segnando “il punto di non ritorno del passaggio dall’arte materica all’arte eterea“.

La mostra è visitabile fino all’11 gennaio 2026 con ingresso libero (giovedì-domenica, 10-13 e 15-18).

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Redazione Gualdo News
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