Nocera Umbra, la Resistenza senz’armi degli Internati Militari Italiani raccontata agli studenti

In occasione della Giornata della Memoria, l’Istituto Omnicomprensivo di Nocera Umbra ha scelto di dare voce a una storia spesso rimasta nell’ombra quale quella degli Internati Militari Italiani.

Grazie alla collaborazione con l’Associazione nazionale ex internati nei lager nazisti, sezione “Leopoldo Teglia” di Perugia, e alla narrazione magistralmente condotta dal presidente Marco Terzetti e da Giancarlo Picchiarelli, entrambi figli di ex internati, gli studenti hanno potuto approfondire le vicende di quegli uomini che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con il nazifascismo con un “no” collettivo che cambiò il corso della loro vita.

L’incontro ha fatto luce su una distinzione fondamentale: i militari non furono prigionieri di guerra comuni, né deportati politici nel senso classico, ma soldati che, dopo l’armistizio, rifiutarono di continuare a combattere a fianco dei nazisti o per la Repubblica Sociale Italiana.

Quella degli IMI è stata una Resistenza senz’armi“, hanno spiegato i relatori dell’ANEI: una resistenza fatta di silenzio, privazioni e una ferma tenuta morale dietro il filo spinato.

Privati dello status di prigionieri di guerra per volere di Hitler, e quindi delle tutele della Convenzione di Ginevra e degli aiuti della Croce Rossa, vennero deportati nei lager tedeschi e costretti al lavoro forzato in condizioni disumane.

Furono circa 600.000 i soldati che scelsero la prigionia, pur sapendo di rischiare la vita.

Mentre molti ricollegano la Resistenza esclusivamente alla lotta partigiana nelle montagne, quella degli ex internati fu una resistenza morale, vissuta nel silenzio delle baracche e nel freddo delle fabbriche d’armi del Reich.

L’evento non è stato una semplice lezione frontale, perchè attraverso la proiezione di documenti originali, fotografie d’epoca e stralci di diari scritti clandestinamente nelle baracche, la storia è entrata in aula con tutta la sua crudezza, ricordando agli studenti che la libertà è il risultato di scelte individuali coraggiose.

Parlare di internati oggi significa parlare di cittadinanza attiva – ricorda il dirigente scolastico Leano Garofolettie in un’epoca segnata da nuovi conflitti e dall’indifferenza sociale, la vicenda degli IMI diventa un monito sull’importanza della responsabilità e dignità individuale.”

La mattinata si è conclusa con una viva partecipazione dei ragazzi che attraverso domande hanno dimostrato che la memoria, quando viene raccontata con passione e rigore documentario, smette di essere una ricorrenza da calendario per diventare una bussola per il futuro“, sottolinea l’istituto nocerino.

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Redazione Gualdo News
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