Presentato il progetto “Sulle orme di Matteo da Gualdo”

Il lavoro digitale e di ricerca continuerà nei prossimi mesi

Si è tenuta lo scorso giovedì 15 settembre presso la chiesa monumentale di San Francesco, a Gualdo Tadino, la presentazione della prima parte del progetto “Sulle orme di Matteo da Gualdo”, ideato e curato da Matteo Bebi e patrocinato dalla Regione Umbria.

Nonostante il tempo meteorologico proibitivo e inclemente la partecipazione è stata nutrita, con circa cinquanta persone provenienti da tutti i territori interessati dal pittore gualdese Matteo di Pietro di Ser Bernardo.

Ai saluti del sindaco Massimiliano Presciutti si è affiancata la direttrice del Polo Museale di Gualdo Tadino Catia Monacelli, che si è detta entusiasta per questo lavoro in crescita. Il percorso intermuseale è stato iniziato grazie al sostegno della Fondazione Perugia, rappresentata da Maurizio Tittarelli Rubboli, già insieme al curatore ad Assisi per la presentazione del restauro del trittico ligneo di Matteo da Gualdo, Madonna con Bambino in trono tra San Francesco e San Sebastiano, conservato presso il Museo Diocesano e Cripta di San Rufino.

Presenti anche i musei, con Francesca Cerri che ha portato i saluti del vescovo, Domenico Sorrentino, quindi il professor Elvio Lunghi, che ha incantato gli astanti parlando dell’artista gualdese, Liana Cicchi per la cooperativa Asad, Stefano Brunetti per il Coworking Sassuolo e Nicholas Mancini di SmartComma, che ha illustrato le tecniche grazie alle quali sono stati realizzati i video, che saranno fruibili in corrispondenza delle opere tramite QR code e presto nel sito web dedicato.

L’autore del progetto, Matteo Bebi, ha coordinato l’evento, arricchito dalla concomitante uscita del suo saggio “Macteus Pinsit”, tutto dedicato al pittore gualdese, corredato da mappe, immagini delle opere, manoscritti e scoperte inedite.

“Il progetto su Matteo è una continua emozione – dice l’autore – sia nel vedere il suo tratto spostandoci nel territorio, sia nel ritrovare i legami che lo univano alla società del tempo tramite le fonti documentarie: un viaggio anche questo, fondamentale ed entusiasmante”. Sì, perché dietro al progetto e alla pubblicazione c’è lavoro di ricerca minuziosa, tramite la quale, spiega l’autore, si è potuti venire a conoscenza di elementi nuovi, nomi inediti e dettagli non ancora noti. “Un nome ritornava spesso, Giuliano di Costantino. Scoprire che fosse speziere in quartiere San Martino mi ha fatto subito sorgere una domanda: era forse lui che forniva gli elementi per creare le misture di colori al pittore? Una delle molte indagini, sulle orme di Matteo da Gualdo appunto, ma ce ne sono altre degne di nota, riguardanti i tanti personaggi storici che hanno attraversato l’Umbria e sono in qualche modo rimasti legati a questo fantastico artista incrociandone la strada. Uomo da conoscere, riconoscere e riscoprire, perché arte è anche prendersi cura”. Per chi volesse approfondire il libro dedicato, “Macteus Pinsit”, è disponibile in libreria e online.

Si ringrazia sentitamente Daniele Amoni per le immagini.

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Redazione Gualdo News
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