Fossato, oltre 700 firme contro il centro per migranti: “Non siamo contrari all’accoglienza, ma serve trasparenza”

l comitato Per Fossato di Vico prosegue la sua mobilitazione per dire no alla possibile apertura di un Centro di accoglienza straordinaria (CAS) per richiedenti asilo, previsto in una ex struttura alberghiera in località Osteria del Gatto.

Nella giornata di venerdì 6 giugno, il presidente del comitato, Sante Pirrami, ha consegnato alla Prefettura di Perugia oltre 700 firme raccolte in una sola settimana. Un risultato che il comitato definisce “straordinario”, considerando che circa un terzo degli aventi diritto al voto del comune ha espresso formalmente la propria contrarietà.

Ma per il comitato questa è solo la prima tappa di un percorso che punta ad allargare il fronte della protesta anche ai comuni limitrofi, dove, riporta una nota, “molti cittadini hanno già manifestato la volontà di dare il proprio contributo verso una causa che coinvolge un intero territorio”.

I rappresentanti del comitato ci tengono a sottolineare che l’iniziativa non nasce da una posizione ideologica o pregiudiziale. “Non siamo contro l’accoglienza in sé – evidenziano – ma contro modalità che si ritengono inadatte e inadeguate al contesto e potenzialmente dannose tanto per i residenti quanto per gli stessi migranti“.

Secondo il comitato, i centri come quello ipotizzato a Osteria del Gatto non favorirebbero l’integrazione, ma anzi rischierebbero di “creare isolamento sociale e culturale”, anche per la posizione della struttura, situata in una zona periferica, lontana dai servizi essenziali come centri per l’impiego, corsi di lingua o centri di formazione professionale.

Un altro tema molto sentito dai cittadini è quello della sicurezza. Fossato di Vico, spiegano dal comitato, è un comune ampio ma con una presenza limitata di forze dell’ordine. “Non esiste un commissariato di Polizia e le forze dell’ordine disponibili sul territorio sono scarse”, si legge nella nota diffusa.

Non si vogliono creare inutili allarmismi, ma è evidente che l’arrivo improvviso e numericamente rilevante di migranti richiedenti asilo pone problemi concreti di gestione, che vanno affrontati prima e non dopo“, prosegue il comunicato.

Pur esprimendo una netta opposizione all’apertura del centro, il comitato tiene a ribadire un principio fondamentale: l’accoglienza è un valore, ma va organizzata con attenzione, trasparenza e rispetto reciproco e richiama anche quanto affermato dal COPAI territoriale lo scorso 4 febbraio: “I processi di governance migratoria territoriale devono essere gestiti in uno spirito di programmazione partecipata e condivisa”.

Secondo i promotori della raccolta firme, invece, “l’assegnazione della struttura e l’organizzazione del CAS sono avvenute troppo velocemente, senza un progetto solido alle spalle”. Per questo il comitato chiede che “le scelte siano ponderate e soprattutto condivise con i territori coinvolti”.

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Redazione Gualdo News
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