Una giornata di confronto e valorizzazione del mondo del tartufo, delle tradizioni e della tutela ambientale. È quella che si è svolta sabato scorso a Gaifana con l’iniziativa “Non solo tartufo”, promossa dall’associazione Tuber Terrae insieme ad altre realtà associative del territorio.
Il programma si è aperto con il dibattito “Una tradizione che si tramanda, come tenerla viva”, occasione per riflettere sul valore culturale ed economico della cerca e cavatura del tartufo, riconosciuta come patrimonio immateriale Unesco. Nei vari interventi è stato sottolineato come il tartufo non rappresenti solo un’eccellenza gastronomica, ma anche un elemento identitario che lega comunità, ambiente e sviluppo sostenibile.
Sono intervenuti, tra gli altri, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, il presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, i sindaci di Nocera Umbra Virginio Caparvi e di Valtopina Gabriele Coccia, oltre al presidente della Tuber Terrae Francesco Mirti e al professor Luciano Giacché, che ha offerto un inquadramento storico e antropologico. Presente anche una nutrita rappresentanza di associazioni locali, dalle realtà culturali a quelle ambientali e sportive.
Nella seconda parte dell’iniziativa è stato consegnato il primo riconoscimento “Custode del territorio” a Giuseppe Sabatini detto “Zepparino“, storico tartufaio della zona, scomparso nel 2010 all’età di 97 anni. A ritirare la targa in ceramica gualdese sono stati il figlio Bruno e il nipote Fabrizio. Il premio sarà conferito annualmente a chi si distinguerà nel mondo del tartufo e nella tutela ambientale.

Figura molto conosciuta a Gaifana e dintorni, “Zepparino”, nato a Colsantangelo e poi trasferitosi a Gaifana, aveva iniziato la cerca del tartufo negli anni Cinquanta, grazie ai consigli del compaesano Angelo Albrigi, con cui condivideva l’amore per la natura.
Armato di vanghetta e accompagnato dal suo primo cane, Giuseppe scoprì ben presto una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Partiva spesso all’alba per tornare solo la sera, percorrendo intere giornate a piedi alla ricerca di nuove “poste” di tartufo. In seguito, con la sua motocicletta Guzzi Galletto, allargò il raggio d’azione.
Nel tempo diventò uno dei primi addestratori di cani da cerca della zona. Geloso custode dei luoghi dove si trovavano le “poste”, Giuseppe Sabatini è ricordato per essere stato il primo “tartufaro” di Gaifana, attività che ha svolto per alcuni decenni.
E’ stato inoltre piantato un albero in un terreno messo a disposizione dalla famiglia Campanella denominato “il Termine”: qui è nato il “Bosco dell’eco-sostenibilità“ intitolato a Giovanni Campanella, terzo spazio di questo tipo avviato dalla Tuber Terrae.













