Una gara di cerca al tartufo d’eccezione quella di domenica 16 novembre a Valtopina. Infatti l’associazione Tuber Terrae ha chiamato in competizione i migliori binomi cane – umano d’Italia, nella “Sfida dei Campioni”.
L’appuntamento è per domenica 16 novembre alle 8.30 a Valtopina, in occasione della Mostra Mercato del Tartufo.
Presso il centro polivalente “Subasio” si sfideranno i migliori cani da cerca al tartufo, provenienti da diverse regioni italiane e già vincitori di competizioni nazionali.
Animali, ovviamente accompagnati dai propri conduttori e addestratori, che sono stati appositamente selezionati in una sfida che è una novità all’interno della Mostra, in occasione della quale, di anno in anno, nella sua attività ultra ventennale, la Tuber Terrae ha organizzato diversi tipi di gare di cerca al tartufo.

La competizione sarà l’occasione per incentrare l’attenzione sul grande lavoro, anche in termini di addestramento e correttezza, del cane e dell’umano che lo accompagna. Entrambi, sono una delle parti fondamentali di “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”, riconosciute nel 2021 Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dall’Unesco.
“Per noi si tratta di proseguire l’attività dell’associazione all’interno della Mostra di Valtopina, dove da anni siamo presenti con gare, dimostrazioni, animali e convegni – spiega il presidente della Tuber Terrae, Francesco Mirti – Quest’anno abbiamo scelto un tipo di competizione che metterà in sfida i più bravi. Crediamo sia anche questo un modo per far conoscere il mondo del tartufo e svelarne la sua complessità, che va dalla competizione alla ricerca in campo, dalla custodia del patrimonio naturalistico al tramandarne le pratiche.”

“Come sempre, il nostro tentativo è quello di portare avanti iniziative diverse e su più fronti, ma sempre nel solco dell’articolo 9 della Costituzione e quindi della tutela del paesaggio, del patrimonio storico e naturalistico, dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, conclude Mirti.













