“Ceramica in Umbria”, chiusa la mostra a Fossato di Vico si guarda a un progetto itinerante

Si è conclusa a Fossato di Vico la mostra collettiva “Ceramica in Umbria – antiche radici, nuove visioni”, promossa dalle sezioni UniTre del Parco del Monte Cucco e UniTre Perugia in collaborazione con il Comune.

L’esposizione, durata due settimane, ha messo in relazione il patrimonio archeologico del territorio con la ricerca artistica contemporanea e ora punta a diventare un progetto itinerante nei principali centri umbri della ceramica.

La giornata conclusiva si è aperta negli spazi dell’Antiquarium e delle Carceri con una visita guidata dall’archeologa Maria Angela Testa e dall’artista Tonina Cecchetti. Il percorso ha accostato reperti di epoca protostorica e romana, dalle terrecotte d’impasto ai buccheri etruschi, fino alla terra sigillata e ai manufatti votivi, alle opere contemporanee distribuite in cinque sedi del centro storico.

L’obiettivo era mostrare la continuità tra materia e forma nel corso dei secoli, mettendo in dialogo le testimonianze del passato con le sperimentazioni degli artisti presenti in mostra.

La manifestazione si è poi spostata alla Fonte del Lavatoio, sotto la guida del vicepresidente di UniTre Sante Pirrami. Qui Attilio Quintili ha presentato la performance “Scioglimento #26”, dedicata ai temi della fragilità, della crisi e della trasformazione.

Accanto alla scultura “Rosso”, l’artista sul bordo del lavatoio ha inserito 25 piccoli cubi di creta all’interno di altrettanti vasi di vetro, coprendoli con l’acqua della fonte. Ne è scaturita un’installazione di 25 sculture in vetro disposte su una scacchiera in bianco e nero costituita da 25 brochure quadrate esplicative dell’opera dal titolo Grigio.

Una performance compiuta attraverso l’atto di svuotare la struttura consegnando ogni elemento del Sator ai presenti, trasformando così la perdita in un gesto di pura condivisione. Il residuo di fango che nel giro di pochi giorni si depositerà sul fondo dei vasi rappresenterà poi non una fine, ma una traccia invisibile e una reale possibilità di nuova vita biologica e poetica, richiamata dall’artista Quintili quale “possibilità quantistica della forma” e “memoria impalpabile”.

Con il finissage ‘Dialoghi di Terra, Fuoco e Acqua’ vogliamo ringraziare tutti i 23 artisti che hanno preso parte a questa straordinaria mostra collettiva”, ha affermato la presidente di UniTre Parco del Monte Cucco, Catia Mariani. “Una vera e propria sfida con la quale svelare la straordinaria potenza della ceramica contemporanea: un universo espressivo di eccezionale valore plastico e concettuale che merita di essere finalmente compreso e indagato oltre i confini dei linguaggi tradizionali”.

La presidente ha inoltre sottolineato “la grande partecipazione di cittadini e visitatori” e l’attenzione ricevuta dalla mostra durante i quindici giorni di apertura, elementi che, secondo l’organizzazione, confermano l’efficacia di un format fondato sulla divulgazione e sul coinvolgimento diretto del pubblico.

Dopo l’esperienza di Fossato di Vico, il progetto potrebbe ora fare tappa nelle storiche città della ceramica umbre quali Deruta, Gubbio, Gualdo Tadino, Umbertide e Città di Castello. L’intento è costruire una rete che comprende artigianato storico, maestranze e ricerca artistica contemporanea.

Su questa prospettiva sta lavorando il curatore della mostra e direttore dei corsi di UniTre Perugia, Gustavo Cuccini. Il progetto punta ad aprire un confronto con l’Università degli Studi di Perugia, le Accademie di Belle Arti, il Museo regionale della Ceramica di Deruta, oltre che con gli opifici d’avanguardia e le botteghe d’arte più innovative del territorio

L’obiettivo dichiarato è proseguire la ricerca sulla ceramica contemporanea attraverso un percorso di unione tra approfondimento teorico, competenze tecniche e sperimentazione.

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Redazione Gualdo News
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