È scomparso all’età di 69 anni William Barducci, allenatore che ha scritto una pagina indimenticabile della storia del Gualdo Calcio.
Fu lui a guidare i biancorossi nella storica promozione in serie C2 al termine del campionato 1991/92, culminata con la vittoria negli spareggi contro L’Aquila di Leo Acori il 31 maggio 1992, davanti a 13mila spettatori, di cui 1.500 arrivati da Gualdo Tadino.
Quella stagione il Gualdo di Angelo Barberini vinse il campionato superando di un punto il Forlì al termine di un lungo duello. La vittoria, però, non bastò per accedere direttamente tra i professionisti a causa della riforma dei campionati di quell’anno, che prevedeva uno spareggio tra le vincenti dei gironi. Il Gualdo affrontò L’Aquila vincendo 2-0 al “Luzi” e pareggiando 1-1 al “Fattori”, conquistando così la promozione in C2.

Barducci arrivò a Gualdo Tadino a 35 anni, giovane allenatore con due campionati alle spalle con il Faenza, dove aveva fatto molto bene. A portarlo fu il direttore sportivo Claudio Crespini, convinto delle sue qualità.
Quella di Gualdo fu la sua ultima esperienza da primo allenatore. Dopo l’esonero nel campionato successivo, decise di lasciare il calcio e per dieci anni fece l’operaio. Venne poi chiamato da Corrado Benedetti come vice a Grosseto, Perugia e Pistoia, per poi entrare nel settore giovanile della Sammaurese.
Da calciatore era stato un attaccante di livello in serie C. Cresciuto nelle giovanili della Sammaurese, si mise in mostra giovanissimo a Bellaria, tanto da approdare nel 1977, a 21 anni, alla Fiorentina in serie A. In viola, pur senza esordire in serie A, si mise in evidenza in Coppa Italia dove in 6 partite realizzò 3 reti: una doppietta nel 2-2 a San Siro contro l’Inter e un gol nel 2-0 al Torino. In seguito giocò con Livorno, Montecatini, Spezia e Lucchese, sempre in C. Dalla Lucchese passò al Fano prima di chiudere la carriera nel Pontedera allenato da Marcello Lippi.
Due anni e mezzo fa aveva partecipato, insieme a diversi protagonisti di quella trionfale cavalcata, a una “rimpatriata” a Riccione, dove quegli “eroi”, che chi ha amato i colori biancorossi ha ancora nel cuore, celebrarono quella vittoria.

Originario di San Mauro Pascoli, il sindaco Moris Guidi, abbracciando anche la figlia Azzurra che siede nel consiglio comunale, lo ha ricordato così: “San Mauro lo ricorda e lo ringrazia soprattutto per avere trasmesso il suo amore per lo sport e per il calcio ad intere generazioni di bambini e ragazzi del settore giovanile della Sammaurese Calcio.”
Alla famiglia le più sentite condoglianze da parte della redazione di Gualdo News.












