Umbria ancora peggior regione italiana per l’andamento del PIL

Il dato è allarmante. Ancora una volta. Dopo il 2016, anche nel 2017 l’Umbria presenta il peggior andamento del Pil tra tutte le regioni italiane: -1% contro +1,5% della media nazionale. L’Umbria è una delle regioni italiane (le altre sono Marche e Molise, ma con flessioni assai minori) dove il Pil nel 2017 scende, mentre in tutte le altre cresce. Il Pil pro capite umbro tocca quindi un nuovo minimo, ora è all’83,9% di quello medio nazionale e al 71,3% di quello del Centro-Nord. Lo tsunami economico continua inesorabile, con la regione che declina e scivola sempre più verso il Sud. Mentre quasi tutte le regioni italiane sono uscite dalla recessione, l’Umbria vi è ancora completamente dentro 

Sono i dati emersi dal rapporto del settore Datajournalism di Mediacom043, diretto da Giuseppe Castellini, sui dati diffusi dalla Svimez sull’andamento del Pil 2017 nelle regioni italiane.

Una situazione pesantissima, quella dell’Umbria, se si tiene anche conto che la regione, tra il 2008 e il 2014, ossia il periodo più duro della grande recessione, ha marcato (vedere tabella in fondo all’articolo) il calo più pesante del Pil: -17,1%, contro -8,6% della media nazionale e -8,3% di quella del Centro.
Ci troviamo quindi di fronte all’anomalia di una regione territorialmente del Centro-Nord, ma che anno dopo anno scivola verso il Sud. Tutto ciò con ripercussioni evidenti sui livelli di benessere, come dimostra il forte aumento registrato in Umbria delle famiglie e delle persone in povertà assoluta e in povertà relativa, testimoniato dagli ultimi dati Istat che sono stati oggetto di un precedente rapporto di Mediacom043.

Un declino ventennale grave e strutturale, come dimostra il fatto che, se nel 1995 il Pil per abitante dell’Umbria era il 99% della media italiana, come visto scende al 98% nel 2000 per poi flettere al 94,7% nel 2005, risalire leggermente al 95,2% nel 2007 e precipitare durante la grande recessione al 91,7% nel 2010, fino a scendere all’86,1% nel 2016 e infine precipitare all’83,9% nel 2017. Insomma, uno tsunami economico, facendo molto peggio di quanto non abbia fatto la media del Paese.

E il ritardo dell’Umbria nei confronti del Centro-Nord diventa un abisso. Nel 2017, infatti, il Pil per abitante della regione precipita al 71,3% di quello medio del Centro-Nord, nuovo record storico dopo il 73,1% toccato nel 2016. Basti pensare, anche in questo caso, che poco più di 20 anni fa il ritardo dell’Umbria in termini di Pil per abitante rispetto al Centro-Nord era del 17% (ossia, fatto 100 il Pil pro capite del Centro-Nord quello umbro aveva un indice di 83). Il solco è pertanto diventato un fossato, con un ritardo che diventa di 26,9 punti percentuali, quasi 10 in più in poco più di 20 anni.

L’ANDAMENTO DELLE ALTRE REGIONI – Nel 2017, a dimostrazione dell’arrivo della ripresa, che tuttavia resta insufficiente, tutte le regioni italiane eccetto tre (Umbria, Marche e Molise) mostrano una crescita del Pil. L’incremento più alto della ricchezza prodotta nel 2017 spetta alla Valle d’Aosta (+2,6% in termini reali, ossia al netto dell’inflazione), 1,1 punti percentuali in più della media italiana, che sempre nel 2017 ha fatto +1,5%.

Il secondo miglior andamento lo marca il Trentino Alto Adige (+2,5%), al terzo posto la Lombardia (+2,2%). Quindi la Calabria (+2%), la Sardegna (+1,9%), Campania e Liguria (entrambe con + 1,8%). C’è tuttavia da dire che per alcune regioni non è tutto oro quello che luccica, perché la ripresa del Pil arriva dopo un vero e proprio crollo. Basti pensare che, tra il 2008 e il 2014, il Pil è sceso del 15,2% in Campania, del 15% in Sicilia e del 14,1% in Calabria.

Tra le altre regioni il Veneto nel 2017 vede aumentare il Pil dell’1,6%, Il Piemonte dell’1,3%, l’Emilia Romagna dell’1,1%, il Friuli Venezia Giulia dell’1%, la Toscana dello 0,9%, il Lazio dell’1,6%, l’Abruzzo dell’1,2%, la Puglia dell’1,6%, la Basilicata dello 0,7%, la Sicilia dello 0,4%.

Ripresa sì, insomma, ma debole. Con l’Umbria ancora in recessione. Un incubo da cui non si riesce a uscire.

© Mediacom043

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