Il gruppo consiliare Rifare Gualdo ha depositato una mozione urgente per chiedere un intervento immediato sull’edificio incompiuto situato lungo la via Flaminia nei pressi della cosiddetta Salita dei Fiammiferi di Gualdo Tadino, da anni in quello stato.
Secondo le consigliere Simona Vitali, Cinzia Natalini e Chiara Casciani, la situazione di quell’immobile rappresenta “l’immagine più evidente di problemi che non possono più essere rimandati”.
“Dopo dodici anni alla guida della città, questa Amministrazione non è riuscita a risolvere né i grandi progetti né le piccole emergenze”, afferma il gruppo, denunciando la situazione di degrado e abbandono che interessa uno dei principali accessi alla città, definendola “un simbolo di mancanza di visione e di programmazione”.
“Da anni – affermano le consigliere – i cittadini assistono a promesse e annunci, ma la realtà è che in dodici anni di amministrazione non è stato fatto nulla per risolvere né le questioni più grandi né quelle più elementari. L’ecomostro è lì a ricordarcelo ogni giorno, nel suo essere un simbolo di degrado, di abbandono e di mancanza di visione”.
La mozione presentata da Rifare Gualdo chiede di recuperare l’immobile e di avviare un progetto di rigenerazione urbana e social housing, “per dare nuova vita a un’area “oggi dimenticata e trasformarla in uno spazio abitativo e sociale sostenibile, capace di attrarre nuova residenzialità e rilanciare il tessuto urbano”.
Il documento chiede inoltre al sindaco di riferire in Consiglio sullo stato giuridico e proprietario dell’immobile interessato, chiarendo competenze, eventuali pendenze e margini di intervento dell’Ente.
“Dopo anni di rimpalli e rinvii, è doveroso fare piena luce sulla situazione e individuare un percorso operativo concreto – prosegue la nota di Rifare Gualdo – Amministrare non significa limitarsi a prendere atto delle difficoltà, ma saperle affrontare con responsabilità, assumendo decisioni e guidando i processi di trasformazione con una visione di lungo periodo”.
Il gruppo consiliare richiama anche il problema più ampio dello spopolamento e della crisi di identità urbana che, evidenziano le tre consigliere, Gualdo Tadino sta attraversando.
“Ogni anno la città perde abitanti, 1200 in soli 10 anni, servizi e vitalità – sottolineano – La colpa è di una inerzia amministrativa che paralizza tutto. Ogni nostra proposta, anche quando concreta e utile, viene bocciata a priori, è un modo di governare che sta soffocando la città.”
Non manca una riflessione anche sul piano politico: “Il Partito Democratico è ormai sparito dal dibattito pubblico, un partito senza rappresentanza, né in Consiglio comunale né fuori. Il sindaco è solo, costretto a difendersi da sé in aula, senza una squadra capace di sostenerlo e senza una maggioranza realmente attiva. Una città non si amministra in solitudine.”
Rifare Gualdo conclude il proprio intervento evidenziando che “questo sarebbe un vero progetto di recupero urbano, come non se ne vedono da anni, un segnale di attenzione al decoro, al sociale, all’abitare. Ma serve coraggio politico, quello che questa Amministrazione non ha mai avuto. Dopo dodici anni di immobilismo serve un cambio di strategia e di approccio ai problemi. L’ecomostro non è un caso isolato, ma una delle tante punte di un iceberg che racconta una città amministrata alla giornata, senza programmazione, senza direzione, senza visione. Gualdo merita molto di più, idee chiare, scelte coraggiose e la capacità di guardare avanti.”













