Due nuovi avvistamenti del tritone crestato (Triturus carnifex) in località Rasina di Gualdo Tadino hanno portato l’Associazione Naturalistica Gualdese a chiedere formalmente l’istituzione di una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) nell’area.
La richiesta è stata inviata alla Societas Herpetologica Italica, organismo scientifico che si occupa della tutela degli anfibi e dei rettili in Italia.
A presentare l’istanza è stata la presidente dell’associazione Mara Loreti, naturalista e ricercatrice della Società Botanica Italiana. Il rinvenimento della specie è avvenuto in un’area caratterizzata dalla presenza di una zona umida (sorgente Padule e sorgente Gramaccia) da cui originano ruscelli che confluiscono nel fiume Rasina.
La località Rasina, ricorda l’associazione, è classificata dalla Rete Ecologica Regionale dell’Umbria come “Corridoio di pietre di guado“, fondamentale per mantenere la connessione ecologica con il Sito Natura 2000 ZSC Monte Maggio-Monte Nero di Gualdo Tadino e con le altre aree protette umbre.
Il tritone crestato è una specie protetta dalla direttiva europea Habitat (92/43/CEE), che ne prevede la tutela attraverso l’istituzione di zone speciali di conservazione e misure rigorose di protezione.
I due rinvenimenti, spiega la dottoressa Loreti, sono particolarmente rilevanti perché rappresentano due siti nuovi per la presenza di questa specie, situati in una zona a forte pressione antropica, con attività agricole, rete stradale, nucleo industriale e commerciale a sud dell’abitato di Gualdo Tadino.
La località più vicina in cui la specie era stata già segnalata è Valsorda, con i suoi laghetti carsici, che dista circa 4,8 chilometri dai confini della ZSC Monte Maggio-Monte Nero. Proprio in quest’area, secondo l’associazione, la popolazione di tritone crestato risulta estremamente localizzata e minacciata dallo sfalcio dei prati umidi, dal pascolo incontrollato e dallo sfruttamento delle acque dei laghetti, riconosciuti come habitat di specie prioritarie.
L’associazione naturalistica ritiene necessario adottare misure urgenti per preservare gli habitat, evitando trasformazioni ambientali legate alla realizzazione di infrastrutture, prelievi indiscriminati delle acque e taglio della vegetazione in prossimità delle zone umide. La richiesta di istituzione di una ZSC è stata inviata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Gualdo Tadino e alla Regione Umbria.
L’associazione solleva inoltre alcuni interrogativi sui monitoraggi effettuati dalla Regione Umbria nel 2024 all’interno dei 102 siti Natura 2000 umbri, finalizzati all’aggiornamento e revisione dei Piani di Gestione e alla verifica dello stato di conservazione.
“Dove sono i nuovi Piani di Gestione della Rete Natura 2000? Dove sono le azioni di ripristino previste dal progetto Life IMAGINE Umbria, cofinanziato dalla Commissione Europea?”, si chiede la dottoressa Loreti, sottolineando che nei due laghetti carsici di Valsorda, riconosciuti come habitat di specie prioritarie protette, non risulterebbe ancora effettuato alcun intervento.












