Saxa Gualdo, Filctem-Cgil e Femca-Cisl: “Ora basta. Servono risposte immediate”

La situazione della Saxa Gualdo ha superato il livello di guardia: in questo momento risulta vitale la messa in pagamento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), al contempo, è fondamentale che il tavolo ministeriale resti aperto, rappresentando, a oggi, l’unico canale di confronto rimasto con la proprietà. La realtà industriale dello stabilimento sta precipitando nel degrado e nell’immobilità più totale”.

Così le segreterie regionali e territoriali di Filctem-Cgil e Femca-Cisl, unitamente alla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu), denunciano con forza una situazione che “nel giro di pochi mesi è passata da una prospettiva di rilancio a una crisi che rischia di diventare irreversibile”.

A causa del clima di totale incertezza che avvolge il futuro dello stabilimento, la Saxa Gualdo sta perdendo alcune delle sue figure professionali più strategiche – hanno specificato Daiana Sportellini, segretaria generale di Filctem-Cgil Perugia, e Simone Sassone, segretario generale di Femca-Cisl Umbria – Lavoratori qualificati che, legittimamente preoccupati, stanno cercando e trovando opportunità altrove, impoverendo progressivamente il patrimonio tecnico, professionale e umano dell’azienda. Il prolungato blocco delle attività sta inoltre mettendo in crisi il portafoglio clienti. Quello che l’attuale proprietà considerava il vero punto di forza e il valore aggiunto su cui costruire il rilancio rischia di dissolversi a causa dell’inerzia produttiva e dell’assenza di qualsiasi progettualità concreta”.

A peggiorare un quadro già drammatico – proseguono i sindacati e la Rsu – si aggiunge la totale mancanza di adeguate misure di sorveglianza e tutela del sito che hanno permesso il recente raid di malviventi all’interno della fabbrica, compromettendo ulteriormente lo stato dello stabilimento. Di fatto, qualora domani mattina emergesse la volontà di ripartire, oggi mancherebbero le condizioni strutturali immediate per farlo: i recenti furti e i mesi di totale abbandono hanno reso l’azienda non pronta a un’immediata ripresa delle attività. Nonostante questo degrado forzato, vogliamo rimarcare con forza che la Saxa Gualdo resta un asset industriale vivo e ad alto potenziale, pronto a tornare pienamente operativo ogni volta che verrà messo in condizione di farlo”.

Il riferimento è al furto di rame avvenuto nei giorni scorsi. Notizie di cronaca riportate dal Corriere dell’Umbria parlano di una razzia che avrebbe portato via quasi tutto il rame presente in azienda, incluso quello dell’impianto elettrico, provocando anche danni consistenti alla fabbrica.

In questo scenario di progressivo smantellamento di fatto – hanno aggiunto Sportellini e Sassone – il management aziendale continua a distinguersi esclusivamente per la propria assenza: nessuna convocazione, nessuna informativa, nessun aggiornamento è stato fornito ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali per comprendere quale possa essere il futuro del sito, ignorando persino le esplicite richieste avanzate dal Ministero. Chiediamo un’immediata inversione di rotta e risposte chiare. Non si può continuare a gestire una vertenza così complessa con il silenzio e la politica dei rinvii, mentre lo stabilimento muore giorno dopo giorno”.

Basta. Non è più accettabile – hanno concluso i sindacati – Novanta lavoratori e le loro famiglie meritano rispetto, verità e prospettive concrete. Continueremo a sostenere la mobilitazione dei lavoratori e a presidiare ogni sede istituzionale utile affinché vengano garantiti il pagamento degli ammortizzatori sociali, la trasparenza sul futuro dell’azienda e la salvaguardia dell’occupazione e del patrimonio industriale rappresentato dalla Saxa Gualdo”.

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Redazione Gualdo News
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