Una festa di fine anno decisamente innovativa e creativa quella che da qualche tempo organizzano gli studenti dell’Istituto “Sigismondi” di Nocera Umbra ai Portici di San Filippo e che quest’anno si è arricchita ulteriormente.
Nessun discorso, nessuna etichetta: per salutare la chiusura dell’anno scolastico e l’inizio dell’estate i ragazzi hanno scelto di invadere pacificamente lo spazio che un tempo era riservato alle botteghe e al mercato della città medievale e lo hanno trasformato in un laboratorio a cielo aperto di sostenibilità, pensiero e musica.
Un mix perfetto di responsabilità ecologica e divertimento che ha unito diverse generazioni, a partire dallo Swap Party, il mercatino dello scambio che dà una seconda vita a vestiti, libri e accessori proposto dai bambini della scuola primaria dell’Omnicomprensivo. “Quello che a te non serve più, può essere un tesoro per qualcun altro”, è stato il messaggio che l’iniziativa ha voluto lanciare.


Ma la vera sorpresa della giornata è stata la capacità degli studenti più grandi di rendere accessibile e pop anche la cultura apparentemente più ostica ai più piccoli.
Accanto ai tavoli dei vestiti, ha preso vita l’angolo dei giochi filosofici, i “Games of Philosophy“, dove attraverso indovinelli, carte illustrate e dinamiche di gioco interattive, i bambini hanno potuto esplorare i grandi dilemmi dell’esistenza e della logica, dimostrando che non si è mai troppo giovani per iniziare a pensare con la propria testa, e a divertirsi facendolo.
A fare da colonna sonora a questa giornata di festa è stata la trascinante energia della Sigisrock Band, un manifesto generazionale che ha visto salire sul palco docenti e studenti uniti nel nome della musica.
Professori “scatenati” alle chitarre e alla tastiera e alunni alle percussioni e ai fiati hanno abbattuto la barriera della cattedra, dimostrando che la passione e l’arte sanno creare ponti dove spesso ci sono distanze.
Le note dei grandi classici del rock hanno risuonato tra i Portici, facendo ballare studenti, professori e semplici curiosi.
“Volevamo una festa che parlasse di noi, del nostro impegno per il pianeta e della nostra voglia di stare insieme oltre i ruoli scolastici – racconta uno degli studenti – Vedere i Portici così vivi, tra bambini che giocano alla filosofia e prof che suonano il rock, è il modo migliore per dire che la scuola non finisce tra le quattro mura di un’aula.”

















