Sulla vicenda della consigliera comunale di opposizione e capogruppo di Rifare Gualdo Simona Vitali arriva una presa di posizione politica dei vertici regionali di Fratelli d’Italia.
Con una nota a firma del coordinatore umbro nonché sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il partito esprime “solidarietà e vicinanza” all’esponente gualdese, definendo quanto sta accadendo una situazione che “rischia di assumere contorni molto preoccupanti per la vita democratica delle istituzioni locali“.
Il riferimento è alla procedura avviata dal Consiglio comunale di Gualdo Tadino che, dopo aver accertato la sussistenza della causa di incompatibilità prevista dal Testo unico degli enti locali, ha concesso alla capogruppo di Rifare Gualdo dieci giorni di tempo per rimuovere la causa ostativa ed evitare la decadenza dalla carica.
Alla base della vicenda vi è una sanzione amministrativa di circa 5 mila euro per alcuni manifesti elettorali affissi fuori dagli spazi consentiti, contro la quale Vitali ha presentato ricorso al Giudice di Pace.
Nel comunicato, Fratelli d’Italia sottolinea come “non stiamo parlando di una semplice multa non pagata o di una condotta che abbia arrecato danno all’ente”.
Secondo Prisco si tratta infatti di “una sanzione amministrativa particolarmente onerosa, derivante da una contestazione relativa a manifesti elettorali rinvenuti, lontano dal periodo elettorale, in un luogo al quale il consigliere Simona Vitali sostiene di non avere nemmeno accesso e per i quali la stessa è stata sanzionata“, ricordando inoltre che sulla questione “è pendente un ricorso davanti all’autorità giudiziaria che seguirà il suo legittimo corso”.
Il coordinatore regionale di FdI esprime poi forti perplessità sull’avvio del procedimento in sede consiliare prima della pronuncia del giudice. “Appare quantomeno singolare – sostiene Prisco – che, prima ancora che un giudice possa esprimersi, si arrivi ad avviare un procedimento che potrebbe portare alla decadenza dalla carica del capogruppo dell’opposizione”.
Pur dichiarando rispetto “delle norme e delle prerogative degli enti locali“, il sottosegretario all’Interno ritiene che “questa vicenda lasci emergere una modalità di confronto politico mai vista prima e che rischia di trasformare strumenti amministrativi in mezzi per eliminare l’avversario politico”.
“È un precedente pericoloso – prosegue la nota – perché alimenta l’idea che si possa aggirare il confronto democratico attraverso cavilli, interpretazioni formalistiche e procedure strumentali che finiscono per incidere sulla rappresentanza popolare. Le istituzioni devono essere il luogo del confronto politico, non della ricerca di scorciatoie per ridurre al silenzio chi svolge con determinazione il proprio ruolo di opposizione, soprattutto da parte di quella sinistra che si riempie la bocca di democrazia e partecipazione“.
Fratelli d’Italia annuncia infine che continuerà a seguire l’evolversi della vicenda, “valutando ulteriori iniziative a tutela dei propri eletti, della rappresentanza democratica e del diritto dei cittadini a vedere rispettato il mandato conferito attraverso il voto”.
Intanto per oggi è attesa la decisione del Giudice di Pace sul ricorso presentato contro la sanzione amministrativa che ha originato l’intera vicenda.

















