Un po’ di Gualdo sul podio di Monaco: è di Mario Donnini l’idea del tricolore indossato da Kimi Antonelli

C’è anche un po’ di Gualdo Tadino dietro una delle immagini più iconiche del Gran Premio di Monaco di Formula Uno. Quella di Andrea Kimi Antonelli, avvolto nel tricolore italiano sul gradino più alto del podio del Principato dopo la sua storica vittoria.

A raccontare il retroscena è stato il giornalista gualdese Mario Donnini, storica firma di Autosprint e profondo conoscitore del motorsport internazionale.

In questi giorni Donnini si trova all’Isola di Man, dove sta seguendo il Tourist Trophy, la più antica e prestigiosa corsa motociclistica su strada al mondo, appuntamento che racconta da decenni.

Proprio sull’Isola di Man, poche ore prima del via del Gran Premio di Monaco, gli è venuta l’idea di proporre a Kimi di celebrare un eventuale successo con il tricolore sulle spalle. Una proposta affidata a un messaggio inviato a Massimo Messina, commissario di percorso a Imola e amico del giovane pilota bolognese.

L’invito era semplice: suggerire ad Antonelli di indossare la bandiera italiana alla prima occasione. Un gesto che, secondo Donnini, avrebbe acceso ancor più il senso di appartenenza e l’orgoglio sportivo degli italiani, quest’estate privati per la terza volta consecutiva dei Mondiali di calcio.

Quella che sembrava soltanto una proposta destinata forse a rimanere tale, si è invece trasformata in realtà poche ore dopo. Antonelli ha conquistato il Gran Premio di Monaco ed è apparso subito dopo il traguardo con il tricolore sulle spalle. Non soltanto durante i festeggiamenti iniziali, ma anche nella “post race room” e, soprattutto, sul podio del Principato.

Un’immagine destinata a entrare nella memoria collettiva degli sportivi italiani anche per un altro motivo. In Formula Uno, infatti, è rarissimo vedere i piloti salire sul podio avvolti nella bandiera nazionale. Nel corso degli anni la necessità di garantire la massima visibilità agli sponsor ha progressivamente eliminato molti elementi celebrativi tradizionali, dalle corone d’alloro fino, appunto, ai vessilli nazionali che finiscono inevitabilmente per coprire loghi e marchi sulle tute dei piloti.

Proprio per questo la scelta di Antonelli ha assunto un significato ancora più forte. Un gesto che ha anteposto il senso di appartenenza nazionale alle rigide logiche del business.

Per Mario Donnini, che da anni racconta il mondo dei motori attraverso le pagine di Autosprint, si tratta di una soddisfazione particolare. Non solo per la proposta, ma per aver avuto conferma di quanto Kimi sia un ragazzo umile e una bella persona, al di là del campione che sta dimostrando di essere.

La fotografia di Kimi Antonelli sul gradino più alto del podio di Monaco, con la bandiera italiana sulle spalle mentre risuona l’Inno di Mameli, già fa parte della storia dell’automobilismo, visto che è il terzo italiano a trionfare a Montecarlo, il più giovane pilota di sempre e il più giovane ad aver centrato il Grand Chelem, ossia pole position, giro veloce e vittoria dopo aver condotto tutta la gara in testa sin dal via.

Il racconto completo di questo curioso retroscena, con tutti i dettagli di una domenica vissuta tra il Tourist Trophy e il Gran Premio di Monaco, lo si può leggere sulle pagine di Autosprint.

Dietro quell’immagine, nata da un messaggio inviato dall’Isola di Man, c’è quindi l’intuizione di un giornalista gualdese che continua a raccontare i grandi eventi del motorsport mondiale con la stessa passione di sempre.

Perché, a volte, le storie più belle nascono proprio da un’idea condivisa tra amici e da un campione disposto a trasformarla in un gesto destinato a rimanere nel tempo.

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Redazione Gualdo News
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