A oltre due anni dall’approvazione del Piano di valorizzazione dell’ex ospedale “Calai” di Gualdo Tadino, avvenuta nel gennaio 2024, nell’Assemblea legislativa dell’Umbria è stato fatto il punto sullo stato di attuazione del progetto.
Il consigliere Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha infatti presentato un’interrogazione per conoscere le tempistiche certe per l’avvio dei lavori e l’attivazione dei servizi sanitari previsti, evidenziando che “a distanza di molti anni dalla dismissione dell’ospedale, il territorio dell’Alto Chiascio attende ancora il pieno recupero funzionale della struttura”.
L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha fornito i dettagli operativi che, come prevedibile, delineano tempi particolarmente lunghi.
La Giunta regionale ha approvato il disciplinare relativo alle procedure per la gestione delle risorse finanziarie destinate ai programmi di investimento in sanità.
Questo disciplinare stabilisce che le aziende del sistema sanitario regionale, quali enti attuatori, ai fini dell’ammissione al finanziamento dovranno trasmettere alla Regione l’atto di approvazione del progetto dell’intervento entro 28 mesi dalla data di sottoscrizione dell’accordo di programma.
Poiché l’accordo per il Calai è stato sottoscritto il 18 febbraio 2026, significa che la Asl ha tempo fino a giugno 2028 per presentare il progetto dell’intervento.
Solo dopo l’approvazione del progetto da parte della Regione potranno essere assegnati e partire i lavori. Considerando che la struttura è chiusa dal 12 marzo 2008, saranno trascorsi oltre vent’anni solo per arrivare alla progettazione definitiva, a meno che non venga ultimata in tempi più brevi.
Una volta completata la progettazione sarà poi necessario avviare la procedura di approvazione, la gara d’appalto per scegliere l’impresa, l’aggiudicazione dei lavori e la firma del contratto. Solo dopo questi passaggi potranno partire i lavori veri e propri.
“La Asl – ha detto De Rebotti – intende realizzare gli interventi per stralci esecutivi: al momento è previsto il recupero di una superficie pari a circa 5mila metri quadri per un importo complessivo di 9 milioni 81mila euro mediante l’utilizzo di fondi ex articolo 20″. La quota statale ammonta a 8.626.000 euro con finanziamento regionale di 454.000 euro.
Per quanto riguarda la destinazione degli spazi, il Piano di valorizzazione predisposto dalla Asl prevede che i piani seminterrato, terra, rialzato, primo e secondo, per circa 2.270 metri quadri, ospiteranno la Casa di Comunità, con aree dedicate alle cure primarie, cure specialistiche, assistenza di prossimità, servizi generali, CUP e Materno Infantile. Il terzo piano, circa 800 metri quadri, sarà destinato all’Ospedale di Comunità, con due moduli da 20 posti letto ciascuno, di cui eventualmente uno come possibile hospice.
Il consigliere Arcudi ha replicato: “Fondamentale rimettere al centro della discussione il tema dell’ex ospedale, che sembrava rimasto un po’ sullo sfondo. Bene la scelta di procedere con l’intervento ma bisogna accelerare e intervenire concretamente visto che le risorse sono disponibili e il Piano di valorizzazione è del 2023“.
Sono passati diciotto anni da quando, il 12 marzo 2008, l’ex ospedale Calai chiuse definitivamente i battenti per la concomitante apertura del nuovo ospedale comprensoriale di Branca. Da allora il recupero della storica struttura sanitaria è rimasto uno dei temi più discussi della politica locale.
Quello attualmente in campo è il quarto piano di recupero elaborato negli anni da altrettante giunte regionali e da diverse amministrazioni comunali. L’attuale esecutivo regionale e il Comune hanno deciso di dare continuità al piano di valorizzazione predisposto nel 2023 dalla precedente amministrazione di centrodestra. Nel frattempo la vicenda era stata segnata anche da un lungo contenzioso tra gli eredi Calai e la Usl Umbria 1, concluso nel 2018 con una sentenza diede ragione alla Usl, sbloccando di fatto la possibilità di riqualificare l’area.













