“A Gaifana una trentina di cinghiali tra le case”, Federconsumatori chiede interventi immediati

Gaifana da settimane convive con una presenza ingombrante: una trentina di cinghiali che ormai stazionerebbero stabilmente nel centro abitato.

A lanciare l’allarme è Federconsumatori Perugia, che si è fatta portavoce delle preoccupazioni dei cittadini che risiedono nella frazione divisa a metà tra i comuni di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, chiedendo un’azione immediata da parte delle autorità competenti.

Secondo quanto riportato dall’associazione, si tratterebbe di almeno due nuclei familiari che quotidianamente attraversano giardini privati, aree verdi e spazi attrezzati perfino in pieno giorno.

Federconsumatori ha inviato una lettera aperta alle amministrazioni comunali di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, alla giunta regionale, al Servizio Prevenzione Igiene Ambientale della ASL e al curatore fallimentare dell’ex impianto inerti di Gaifana.

I cinghiali – spiega nella missiva il presidente Alessandro Petruzzisi spostano da un campo incolto lungo il fiume Rio Fergia, poco distante dal centro di Gaifana, a uno stagno utilizzato in passato per lavaggio inerti, oggi in disuso, lungo la Statale a confine con delle abitazioni.”

Non mancherebbero segnalazioni di incontri ravvicinati: cittadini che al rientro serale o nel pomeriggio si sarebbero trovati davanti due adulti e fino a 14 cuccioli, quando è un gruppo solo. Gli animali attraversano la strada, si ammassano sulle reti di recinzione dei giardini e si avvicinano alle aree verdi, come quella vicina alla caserma dei Vigili del Fuoco, dove sono stati anche ripresi in video.

La presenza stabile dei cinghiali non è solo un disagio, ma anche un pericolo, rileva Federconsumatori.

Negli ultimi mesi, spiega l’associazione, nella zona si sono verificati incidenti stradali causati dagli animali selvatici. A ciò si aggiungono rischi sanitari: “Per prevenire danni alla salute – scrive Federconsumatori – è fondamentale evitare il contatto e impedire che i cinghiali trovino cibo in aree urbane. E’ necessaria l’adozione di protocolli di biosicurezza e la corretta gestione per prevenire la contaminazione da malattie.”

Da qui la richiesta di interventi concreti alle autorità competenti: recinzioni elettriche o metalliche nelle aree dismesse, installazione di dissuasori acustici e luminosi, corretta gestione dei rifiuti per eliminare fonti di alimentazione e, dove necessario, strategie di depopolamento tramite abbattimento controllato.

“Come Associazione chiediamo un intervento immediato delle autorità competenti, segnalando eventuali gravi responsabilità per la mancata bonifica del territorio”, conclude Federconsumatori.

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Redazione Gualdo News
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